Chi pensava si fosse toccato il fondo con il giuramento del IV governo Berlusconi, patetica rappresentazione di una politica sempre più ingessata ed autoreferenziale, impegnata unicamente a perpetuare sé stessa, ha dovuto prontamente ricredersi.
Walter Veltroni, probabilmente invidioso per non avere potuto partecipare alla sceneggiata, è infatti riuscito nella non facile impresa di rendersi ancora più ridicolo di quanto non lo sia l’armata Brancaleone forgiata dal Cavaliere, annunciando la creazione di un governo ombra che scimmiotta in tutto e per tutto quello reale.
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Crisi economica, energetica, alimentare.
Su questi temi è iniziato da poche settimane il martellamento mediatico.
Sulla crisi economica ci sono gli ultimi dati della Confcommercio sulla diminuzione dei consumi a marzo del 1,7%, su base annuale, la chiusura di 390.000 aziende nel 2007 (+11%), la BCE che invece continua la sua politica sui tassi (apparentemente) ottusa e altezzosa vista la risposta che ha dato Trichet
Quando tornai in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid, chiesi ad Ahmed Kathrada di portarmi a Robben Island. Conosciuto come Kathy, Ahmed portava occhiali scuri per proteggersi gli occhi rovinati dal riflesso del calcare che lui e Nelson Mandela avevano preso a picconate per decenni. Mi mostrò la sua cella, un quadrato di un metro e ½ di lato, dove “la luce scottava, giorno e notte”. Mi chiedevo come avesse fatto ad uscirne dopo un quarto di secolo, ancora come un essere umano sano, robusto, tollerante e gentile. Mi spiegò che doveva ringraziare gli insegnamenti di Gandhi, il sostegno dei suoi cari, ma soprattutto “c’era la lotta, senza la quale niente cambia”.
WMR è stata la prima fonte a riportare della costruzione di una grande base aerea Usa a Kleiaat (o Qlei’at) nel Libano settentrionale per facilitare la logistica della pianificata presenza a lungo termine dell’America nel medio oriente, che comprende l’occupazione dell’Iraq. Abbiamo adesso appreso dalle nostre fonti di intelligence in Libano che il cinque maggio un rappresentante dell’ambasciata Usa a Beirut ha passato tre ore a Kleiaat per ispezionare l’aeroporto e incontrarsi con i funzionari locali. La segretezza della visita del funzionario dell’ambasciata è stata evidenziata dalla proibizione di utilizzare videocamere nell’aeroporto.
Gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con il governo del primo ministro Fuad Siniora, favorevole a Usa, Israele e Arabia Saudita, per trasformare gradualmente la base aerea di Kleiaat da un aereoporto civile a base militare. La base funzionerà sotto l’ombrello della Nato ma sarà controllata dagli Stati Uniti.
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La crisi dei rifiuti nel napoletano sconvolge l’Italia e le agghiaccianti eco si fanno sentire anche all’estero e Berlusconi decide di governare da Napoli tre volte la settimana fino alla risoluzione della crisi. All’estero qualcuno mormora che il governo non tornerà mai più a Roma perché le pile dei rifiuti nascondono l’ennesimo racket miliardario del crimine organizzato. E probabilmente hanno ragione, ma la gestione dei rifiuti in Europa e nel mondo non è cosi limpida come si crede.
Quanti consumatori del mercato globale sanno che dai cellulari vecchi alle batterie scariche, i nostri rifiuti tossici finiscono nelle discariche del mondo, e cioè i paesi poveri, contaminandone l’ambiente? Quanti sanno che si tratta di un’ attività illegale, un business multimiliardario che coinvolge tutti i paesi industrializzati? Chi fisicamente gestisce questo disgustoso commercio è una nuova generazione di fuorilegge della globalizzazione: i pirati della spazzatura.
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La puntata non era soltanto dedicata all’assassinio di Nicola Tommasoli, ma – proprio come nel miglior giornalismo – partiva dall’evento per “allargarsi” a 360 gradi.
Intendiamoci: nessuno sostiene che Santoro ci abbia spiegato l’arcano – questo è pessimo giornalismo al quale siamo, purtroppo, abituati – mentre ha saputo presentare una realtà variegata, più opinioni a confronto, molti “input”, che qualificano un prodotto editoriale.
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L’intestino umano è un ecosistema unico, ed il marchio di garanzia di qualsiasi ecosistema sano è la presenza di una grande diversità di microorganismi. Se siete schiavi delle bevande probiotiche (cosiddette salubri) potrebbe darsi che stiate procedendo verso l’instaurarsi di uno squilibrio dietetico poco salubre.
Quasi il settanta per cento del nostro sistema immunitario risiede nell’intestino. Le nostre viscere hanno anche un sistema nervoso – il sistema nervoso enterico – che è altrettanto complesso del sistema nervoso centrale (cioè il cervello e le innervazioni spinali) ed influenza in modo altrettanto importante la salute mentale e la sfera emozionale. Perciò mantenere il vostro intestino in buona salute è molto importante. Per farlo bisogna che vi sia un buon equilibrio nella presenza di batteri buoni e cattivi che sono propri dell’intestino umano. Di solito in un sistema digerente sano i batteri “buoni” superano quelli cattivi; e quando sono attivi aiutano anche a trasformare gli acidi organici in zuccheri, abbassano il colesterolo, sintetizzano le vitamine, suddividono gli enzimi, le proteine e le fibre presenti nel cibo ed aumentano le difese immunitarie.
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Fra ordine senza legge e legge senza ordine Abbiamo più agenti di tutti, ma ne vogliamo ancora L’immigrazione è appena iniziata, ma siamo già terrorizzati E nessuno fa niente per i processi più lenti del mondo Dei rifiuti di Napoli, dopo le elezioni politiche non si parla più. Chissà se, passate anche le amministrative, scomparirà dalle prime pagine pure la sicurezza. Improbabile, visto che la mondezza è sempre là, dunque basterà ignorarla come si è fatto negli ultimi quindici anni. Mentre della sicurezza si parlerà certamente ancora; magari per dire che il problema è risolto, dati alla mano. E pazienza se i dati c’erano già.
Questa recensione al libro (*) dell’ex agente del Mossad Victor Ostrovsky, risalente ormai a diversi anni orsono, è stata redatta dal “giornalista” Dimitri Buffa, che nel frattempo è diventato una delle firme di punta del variegato panorama sionista del nostro paese. Egli ha scritto e scrive regolarmente su testate come “Libero”, “Il Giornale”, “Il Foglio” e “L’Opinione”, sempre e incodizionatamente a favore dell’entità sionista, qualsiasi cosa essa faccia. Leggerla dunque è estremamente utile perché, a prescindere dal “ruolo” svolto attualmente da questo scribacchino di mezza tacca, viene evidenziato con chiarezza che cos’è il Mossad e come funziona la sua tanto famigerata “organizzazione” segreta. Organizzazione che, da quando è stato scritto il libro recensito, ha ulteriormente ampliato il suo raggio d’azione e raffinato ancor di più le sue modalità operative, che già all’epoca ne facevano probabilmente il più efficiente servizio segreto al mondo.
Il 10 maggio ci sarà, a Torino, una manifestazione nazionale contro il Salone del Libro di Torino. Credo che sia la prima volta che viene indetto un corteo contro una fiera letteraria. Eppure, prima di chiedersi se ciò abbia un senso, ci si dovrebbe domandare quanto di effettivamente letterario ci sia nel Salone del Libro, e quanto invece vi sia di politico.
La scelta della Salone del Libro di Torino di celebrare la nascita dello Stato di Israele, alla base della protesta, ha origini sospette e contenuti ambigui.
Non è normale che a proporre (imporre?) l’evento alla Fiera del Libro di Torino e al Salone del Libro di Parigi sia stato lo stesso governo israeliano. Di solito, eventi del genere sono proposti dal Ministero della Cultura di un paese, dall’associazione degli editori o da organi simili.
Non è normale che gli autori invitati, per partecipare al Salone di Parigi, abbiano dovuto sottoscrivere una dichiarazione con la quale si impegnavano a non criticare il loro governo (vedi qui).
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