16 Maggio 2008, Il Web @ 11:01

Negli ultimi anni abbiamo assistito a sempre più frequenti catastrofi naturali - cicloni, tornado, uragani, tsunami, terremoti. Per molti questi fenomeni sono assolutamente naturali o al massimo legati al ciclico mutamento climatico che avviene spontaneamente da millenni.
Per altri invece questi eventi catastrofici sono conseguenza di cambiamenti climatici frutto di ricerche ed esperimenti a scopi militari.

A proposito si parla spesso di un progetto americano nato nel 1990 e diretto dall’Aeronautica e Marina militare USA:il programma HAARP, High-Frequency Active Auroral Research Program, con sede a Gakona, in Alaska.

Ufficialmente lo scopo di questo programma è migliorare la conoscenza delle proprietà fisiche ed elettriche della ionosfera terrestre che possono riguardare i sistemi di comunicazione e di navigazione militari e civili. Sul terreno dell’area dove sorge la base a Gakona è installata una serie di 180 antenne in grado di trasmettere onde ad alta frequenza, in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre, capaci di produrre circa 3,6 milioni di Watts di potenza di radio frequenza. Ciò è quanto dice il sito web ufficiale di HAARP.

Ma c’è chi parla apertamente di intenzionale manipolazione del clima per causare distruzioni fisiche, economiche e psico-sociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico o di una particolare popolazione. La guerra ambientale, che qualsiasi Paese dotato di tecnologia adatta può mettere in atto.

In un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes (6/2007) il generale italiano Fabio Mini, già comandante NATO del contingente KFOR in Kosovo, scrive “La guerra ambientale, in qualunque forma, e’ proibita dalle leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali che rende ingiustificabile qualsiasi guerra proprio per i suoi effetti sull’ambiente. Ma come succede a molte convenzioni, quella del 1977 e’ stata ignorata e ha anzi accelerato la ricerca e l’applicazione della guerra facendola passare alla clandestinità. Se prima di quella data l’uso delle devastazioni ambientali in tempo di guerra era chiaro, se le modifiche ambientali anche gravissime erano codificate e persino elevate al rango di sviluppo strategico o di progresso tecnologico, oggi non si sa più dove si diriga la ricerca e come si orientino le nuove Armi”.

Nell’articolo Mini parla anche di esplosioni nucleari sottomarine capaci poi di provocare terremoti e tsunami e dell’uso delle emissioni elettromagnetiche per la modifica del tempo meteorologico, del clima e delle condizioni di vita.

Tutto ciò fa riflettere e inquieta, vista la frequenza negli ultimi anni di enormi catastrofi come l’uragano Mitch in centro-america dell’ottobre 1998, il terremoto di Bam in Iran del 26 dicembre 2003, lo tsunami dello stesso giorno del 2004 nel sud-est asiatico, l’uragano Katrina a New Orleans del settembre 2005 e gli ultimi eventi come il ciclone Nargis in Birmania e il terremoto nello Sichuan in Cina.

di Enrico Sabatino
http://enricosabatino.blogspot.com/

16 Maggio 2008, Il Web @ 07:59

La soluzione sovietica del problema dell’energia elettrica prevede la realizzazione di grandi impianti di generazione e di grandi linee di trasporto.

I vantaggi sono:

  • l’eventuale inquinamento può essere circoscritto a territori scarsamente antropizzati;
  • il potere si può perpetuare a discapito dei cittadini, o per meglio dire, dei sudditi; l’approvvigionamento dipende in qualche misura sempre da “qualcun altro”.

Gli svantaggi sono:

  • oneri di trasporto;
  • scarsa possibilità di impiegare il calore di scarto.

La Francia, impegnata nella corsa agli armamenti nucleari, ha adottato questo modello realizzando parecchie decine di centrali nucleari.
(continua…)

15 Maggio 2008, Il Web @ 21:56

“Il Riformista” di Antonio Polito non lo legge nessuno, e infatti non è finanziato perchè sia letto da normali lettori. E’ fatto come un bottettino di informazioni “riservate”. E infatti è destinato a portaborse che circondano i politici che contano, cioè che prendono le decisioni. Sono quelli che le decisioni le preparano, le suggeriscono, le organizzano. Sono anche quelli che poi vengono inseriti nelle liste di collocamento per funzioni tipo quelle che svolgeva Pio Pompa. Infatti giornali come il “Riformista” e “Il Foglio” sono il posto migliore per preparare quel tipo di “quadri”. Scrivono per loro, gli “insegnano il mestiere”. Chi meglio di Ferrara e Polito potrebbero insegnare quel mestiere?

(continua…)

15 Maggio 2008, Il Web @ 19:52

Lo Stato d’Israele nacque sessant’anni fa, il 14 maggio 1948. Nei mesi precedenti e successivi a questa dichiarazione, le forze ebraiche cacciarono 750.000 palestinesi dalle loro case. Oltre 500 villaggi furono svuotati della loro popolazione palestinese e gran parte di essi vennero distrutti in modo che gli espulsi non avessero delle case a cui tornare.

Chiunque dubiti che una pulizia etnica sia avvenuta su questa scala dovrebbe leggere il libro “The Ethnic Cleansing of Palestine” [“La Pulizia Etnica della Palestina”, Fazi Editore] dello storico israeliano Ilan Pappe. In esso egli descrive il piano “Dalet” (D in ebraico), che stabilì le aree da ripulire e i metodi che le forze sioniste avrebbero dovuto impiegare per compiere la pulizia etnica. Eccone un esempio:

(continua…)

15 Maggio 2008, Il Web @ 16:50

Come nell’accordo sulla sorveglianza dei passeggeri europei, firmato nel giugno 2007, tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, questo nuovo “accordo” sul controllo delle transazioni finanziarie, rende legittima una situazione creata di fatto dagli USA. Nei due casi l’amministrazione americana si era impossessata illegalmente dei dati personali dei cittadini europei, prima che l’Unione gli riconoscesse questo diritto e modificasse apposta il suo ordine giuridico.

Il 23 giugno, il “New York Times” ha rivelato l’installazione, da parte della CIA, di un programma di sorveglianza delle transazioni finanziare internazionali. Il giornale ha messo in luce il fatto che la società belga Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Communication) ha trasmesso al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, dopo gli attentati dell’11 settembre, decine di milioni di dati confidenziali riguardanti le operazioni dei suoi clienti.

(continua…)

15 Maggio 2008, Il Web @ 12:48

“E’ così che a forza di correr dietro a quelle immagini, io le raggiunsi. Ora so di averle inventate. Ma inventare è una creazione, non già una menzogna”.
(Italo Svevo, La coscienza di Zeno)

La prima cosa che mi viene da dire sull’analisi fatta da Marco Travaglio a “Che tempo che fa” sulla situazione politica e dell’informazione in Italia è: Travaglio è Dio. Non è un complimento e nemmeno un modo di dire. E’ una banale constatazione del settore di attività in cui si è trovato a operare l’altro giorno, per circa mezz’ora, il simpatico giornalista. “Quante querele hai ricevuto per il tuo nuovo libro?”, gli ha chiesto Fazio. “Nemmeno una, perché chi querela non legge libri. In televisione, invece, basta che li nomini”. Le collusioni di Schifani con Nino Mandalà, futuro boss di Villabate, erano state descritte nel dettaglio nel nuovo libro di Travaglio e Gomez “Se li conosci li eviti” (ed. Chiarelettere, € 14,60), senza che questo provocasse non dico il putiferio istituzional-mediatico visto negli ultimi giorni, ma neppure una sommessa protesta. Travaglio aveva scritto, tra l’altro:

“Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con [Enrico] La Loggia. L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate”.

(continua…)

15 Maggio 2008, Il Web @ 10:42

Prima di addentrarsi di più nel “grande quadro”, dobbiamo fare una piccola deviazione per rendere le cose un po’ più chiare.
Debbo ringraziare l’ex agente del MI6, il dott John Coleman, che ha condotto una ricerca straordinaria, per le seguenti informazioni. Lui è l’unico che abbia mai scritto qualcosa in inglese sulla “Nobiltà Nera”, e nel continente americano è un pioniere in questa ricerca. Ho incontrato il dott. Coleman personalmente, e posso dire che è sincero nella sua intenzione. Ma, sicuramente non sta rivelando tutto, come faccio io, per il semplice motivo che non vogliamo perdere le nostre teste.
Il dott. Coleman ci racconta la storia di un termine che non troverete in nessun libro o dizionario corrente: “La Nobiltà Nera”. Sono le famiglie delle oligarchie di Venezia e di Genova, che avevano dei diritti di commercio privilegiati nel dodicesimo secolo.

(continua…)

14 Maggio 2008, Il Web @ 21:38
Succede, ad un tratto, che le rappresentazioni del mondo con le quali pretendevamo di ricostruire la realtà nella nostra testa non ci spieghino più nulla di quello che avviene sotto i nostri occhi.
A dir la verità, non proprio di una cosa di oggi si tratta, in quanto sono ormai “secoli” che andiamo sostenendo l’inservibilità della dicotomia destra-sinistra su questo primo spicchio di secolo XXI e su buona parte di quello che è già passato. Si prende coscienza, allora, di uno stravolgimento degli schemi e della inutilità delle vecchie categorie, dei paradigmi ossificati con i quali avevamo diviso manicheamente i buoni dai cattivi, i colti dagli arroganti, i generosi dagli altruisti, i servi dai valorosi.
La “chambre introuvable”, formatasi dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, avrebbe dovuto essere un coacervo di reazionari fedeli al “ducetto”, al re ed a Santa Romana Chiesa, ed in parte lo è. Ma dove si collocano ancora i peggiori servi del sistema, seppur piegati e spossati dal peso della sconfitta?
(continua…)

14 Maggio 2008, Il Web @ 19:35

Alla fine gli incidenti auspicati , l’evocazione del G8 di Genova… Alla fine nulla del genere è accaduto… Le bandiere di Israele bruciate… Gli scontri con la polizia… Le azioni simil Black Bloc… Le vetrine sfasciate… Le persone sprangate… Il teppismo… La contestazione alla Fiera del Libro di Torino per lo spazio dedicato allo Stato di Israele è stata piuttosto tranquilla e , nel suo piccolo , ha avuto successo conferendo visibilità alle ragioni dei palestinesi , le ragioni che si volevano ignorare.

Poco importano le ragioni per cui , nonostante il clima allarmistico creato ad arte , tutto si è svolto nel migliore dei modi possibili : l’attenzione dei manifestanti a non farsi “infiltrare” da provocatori di ogni risma ; il timore di Berlusconi & c. di trovarsi , appunto , in una situazione come quella di sette anni fa , a inizio legislatura , con le conseguenti accuse di non aver saputo assicurare l’ordine ; il giudizio sulla sostanziale irrilevanza delle sinistre e dei centri sociali che hanno inscenato la manifestazione. Poco importa…
(continua…)

14 Maggio 2008, Il Web @ 15:32

Quelli che predicono la guerra con l’Iran o una specie d’October surprise di Bush-Cheney, a Tehran, stanno cercando costantemente i segnali delle preparazioni militari: un bombardiere B-52 che perde erroneamente, sul Dakota del Nord, i missili da crociera nucleari; una seconda o terza portaerei che entra nel Golfo Persico; un B-1 che si schianta nel Qatar.

Poiché è più probabile, che la guerra con l’Iran, non sarà fatta dai fanti di marina che sciamano sulle spiagge, ma sarà un attacco agli impianti nucleari e agli obiettivi “del regime”, i segnali come questi possono spesso solo essere dei miraggi. Il vero attacco non necessariamente deve avvenire con un avvertimento, ed i militari degli USA hanno sviluppato un intero sistema, chiamato “colpo globale”, per effettuare un simile attacco preventivo.

(continua…)

Nuovi articoli »