15 Maggio 2008, Il Web @ 21:56

“Il Riformista” di Antonio Polito non lo legge nessuno, e infatti non è finanziato perchè sia letto da normali lettori. E’ fatto come un bottettino di informazioni “riservate”. E infatti è destinato a portaborse che circondano i politici che contano, cioè che prendono le decisioni. Sono quelli che le decisioni le preparano, le suggeriscono, le organizzano. Sono anche quelli che poi vengono inseriti nelle liste di collocamento per funzioni tipo quelle che svolgeva Pio Pompa. Infatti giornali come il “Riformista” e “Il Foglio” sono il posto migliore per preparare quel tipo di “quadri”. Scrivono per loro, gli “insegnano il mestiere”. Chi meglio di Ferrara e Polito potrebbero insegnare quel mestiere?

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15 Maggio 2008, Il Web @ 12:48

“E’ così che a forza di correr dietro a quelle immagini, io le raggiunsi. Ora so di averle inventate. Ma inventare è una creazione, non già una menzogna”.
(Italo Svevo, La coscienza di Zeno)

La prima cosa che mi viene da dire sull’analisi fatta da Marco Travaglio a “Che tempo che fa” sulla situazione politica e dell’informazione in Italia è: Travaglio è Dio. Non è un complimento e nemmeno un modo di dire. E’ una banale constatazione del settore di attività in cui si è trovato a operare l’altro giorno, per circa mezz’ora, il simpatico giornalista. “Quante querele hai ricevuto per il tuo nuovo libro?”, gli ha chiesto Fazio. “Nemmeno una, perché chi querela non legge libri. In televisione, invece, basta che li nomini”. Le collusioni di Schifani con Nino Mandalà, futuro boss di Villabate, erano state descritte nel dettaglio nel nuovo libro di Travaglio e Gomez “Se li conosci li eviti” (ed. Chiarelettere, € 14,60), senza che questo provocasse non dico il putiferio istituzional-mediatico visto negli ultimi giorni, ma neppure una sommessa protesta. Travaglio aveva scritto, tra l’altro:

“Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con [Enrico] La Loggia. L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate”.

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14 Maggio 2008, Il Web @ 21:38
Succede, ad un tratto, che le rappresentazioni del mondo con le quali pretendevamo di ricostruire la realtà nella nostra testa non ci spieghino più nulla di quello che avviene sotto i nostri occhi.
A dir la verità, non proprio di una cosa di oggi si tratta, in quanto sono ormai “secoli” che andiamo sostenendo l’inservibilità della dicotomia destra-sinistra su questo primo spicchio di secolo XXI e su buona parte di quello che è già passato. Si prende coscienza, allora, di uno stravolgimento degli schemi e della inutilità delle vecchie categorie, dei paradigmi ossificati con i quali avevamo diviso manicheamente i buoni dai cattivi, i colti dagli arroganti, i generosi dagli altruisti, i servi dai valorosi.
La “chambre introuvable”, formatasi dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, avrebbe dovuto essere un coacervo di reazionari fedeli al “ducetto”, al re ed a Santa Romana Chiesa, ed in parte lo è. Ma dove si collocano ancora i peggiori servi del sistema, seppur piegati e spossati dal peso della sconfitta?
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14 Maggio 2008, Il Web @ 19:35

Alla fine gli incidenti auspicati , l’evocazione del G8 di Genova… Alla fine nulla del genere è accaduto… Le bandiere di Israele bruciate… Gli scontri con la polizia… Le azioni simil Black Bloc… Le vetrine sfasciate… Le persone sprangate… Il teppismo… La contestazione alla Fiera del Libro di Torino per lo spazio dedicato allo Stato di Israele è stata piuttosto tranquilla e , nel suo piccolo , ha avuto successo conferendo visibilità alle ragioni dei palestinesi , le ragioni che si volevano ignorare.

Poco importano le ragioni per cui , nonostante il clima allarmistico creato ad arte , tutto si è svolto nel migliore dei modi possibili : l’attenzione dei manifestanti a non farsi “infiltrare” da provocatori di ogni risma ; il timore di Berlusconi & c. di trovarsi , appunto , in una situazione come quella di sette anni fa , a inizio legislatura , con le conseguenti accuse di non aver saputo assicurare l’ordine ; il giudizio sulla sostanziale irrilevanza delle sinistre e dei centri sociali che hanno inscenato la manifestazione. Poco importa…
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14 Maggio 2008, Il Web @ 10:39

Di questi tempi, è piacevole sollazzarsi sul Web alla ricerca dei naufraghi lasciati su spiagge lontane, dispersi dal terrificante uragano delle recenti elezioni: cercando, scovando con il binocolo spiagge che si pensavano deserte, s’intravedono sparuti gruppi di giovani e meno giovani, un mondo di ex alla deriva che costruisce incerte capanne, edifica casette sulle paludi, pianifica d’ergere grattacieli su aguzze vette. Dell’immaginazione.

Qualcuno, pensa invece di tornare alla Patria avita, al focolare dal quale è stato brutalmente scacciato: è il caso dei Verdi, che meditano un ingresso nel PD magari tardivo, ma qualcosa pur sempre è. Bisognerà andare a piedi scalzi a Canossa, cospargersi il capo di cenere (rigorosamente di fonte biologica) e, infine, sperare nella pietà del Papato o dell’Imperatore, secondo il vento che tira. Durerà probabilmente anni il pellegrinaggio – cinque senz’altro – così, se tutto andrà a buon fine, avremo anche gli “Ambientalisti – ombra”. Che già avevamo.

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14 Maggio 2008, Il Web @ 10:29

La parabola istituzionale, in fase di caduta libera, citata ieri da Marco Travaglio a “che tempo che fa” è semplicemente la madre di ogni discorso. La muffa o il lombrico è l’aspetto evidente di un “sommerso” di vecchie origini, che si fa sempre più insistente, premente. Ecco perchè, ogni qualvolta si affacci qualcuno in grado di smerdare personalità “illustri” davanti ad un pubblico di massa, viene zittito e posto al confino, se alle sue spalle non ha un referente politico. E non averne, mala tempora currunt, è sempre più presupposto imprescindibile (condizione necessaria non sufficiente) di pensiero libero-indipendente. Travaglio un referente indiretto ce l’ha, ed è forse il motivo per cui si riesce ancora ad intravederlo, qui e lì, in giro, seppure in situazioni secondarie, ed in contesti televisivi destinati ad un pubblico schierato. Eppure, il fatto stesso di essere stato spiato dal Sismi, al pari dei giudici dei processi più “caldi” d’Italia, mi rende quasi convinto, sebbene non costituisca una prova, che sia effettivamente libero ed incondizionato.

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13 Maggio 2008, Il Web @ 16:20

Nel video [vedi sotto n.d.r.], Beppe Grillo quando ancora parlava delle banche (quando probabilmente era più libero e diceva cose in cui credeva veramente). Scusate ma non ce la faccio più. Posto qui uno degli ultimi articoli del blog di Grillo. E poi riprendo le sue parole, adattandole solo un po’ e rivolgendo a lui il suo stesso appello con le sue parole.

Blog di Grillo:

Aldo Agatino Forbice ha bisogno del nostro aiuto. Ha 68 anni e accusa in po’ di stanchezza. Ogni sera dal lunedì al venerdì dalle ore 19.30 alle 22.00 riceve le telefonate dei radioascoltatori su temi di attualità e le commenta con i suoi ospiti in diretta. I post di giornata del blog sono per Zappo Forbice e per la sua trasmissione Zapping su Radio1 una splendida occasione. Telefonategli al numero 800 055 101. Non ditegli che ve l’ho detto io altrimenti potrebbe censurarvi e trattarvi come degli “allocchi”.
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11 Maggio 2008, Il Web @ 07:00

Chi pensava si fosse toccato il fondo con il giuramento del IV governo Berlusconi, patetica rappresentazione di una politica sempre più ingessata ed autoreferenziale, impegnata unicamente a perpetuare sé stessa, ha dovuto prontamente ricredersi.
Walter Veltroni, probabilmente invidioso per non avere potuto partecipare alla sceneggiata, è infatti riuscito nella non facile impresa di rendersi ancora più ridicolo di quanto non lo sia l’armata Brancaleone forgiata dal Cavaliere, annunciando la creazione di un governo ombra che scimmiotta in tutto e per tutto quello reale.
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9 Maggio 2008, Il Web @ 16:27
Vorrei segnalare la bella puntata di “Annozero” di Giovedì 8 Maggio: spesso sono stato critico con Santoro, e proprio per questa ragione voglio segnalare il merito di chi sa ancora fare del buon giornalismo televisivo. Quando si ricorda di farlo.
La puntata non era soltanto dedicata all’assassinio di Nicola Tommasoli, ma – proprio come nel miglior giornalismo – partiva dall’evento per “allargarsi” a 360 gradi.
Intendiamoci: nessuno sostiene che Santoro ci abbia spiegato l’arcano – questo è pessimo giornalismo al quale siamo, purtroppo, abituati – mentre ha saputo presentare una realtà variegata, più opinioni a confronto, molti “input”, che qualificano un prodotto editoriale.
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9 Maggio 2008, Il Web @ 07:27

Fra ordine senza legge e legge senza ordine Abbiamo più agenti di tutti, ma ne vogliamo ancora L’immigrazione è appena iniziata, ma siamo già terrorizzati E nessuno fa niente per i processi più lenti del mondo Dei rifiuti di Napoli, dopo le elezioni politiche non si parla più. Chissà se, passate anche le amministrative, scomparirà dalle prime pagine pure la sicurezza. Improbabile, visto che la mondezza è sempre là, dunque basterà ignorarla come si è fatto negli ultimi quindici anni. Mentre della sicurezza si parlerà certamente ancora; magari per dire che il problema è risolto, dati alla mano. E pazienza se i dati c’erano già.

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