L’ex ministra Livia Turco, prima di lasciare il suo Ministero della salute, ha fatto inviare (a nostre spese) 250 mila lettere ad altrettante bambine italiane che nel 2008 compiono 12 anni!
Lo scopo è, tramite la paura e i sensi di colpa, “invitare” i genitori inconsapevoli, a far vaccinare la propria figlia contro il terribilissimo Papillomavirus!
I vaccini Gardasil della multinazionale Merck (la stessa che ha causato una strage planetaria con l’antidolorifico, antinfiammatorio Vioxx) costano (per 3 iniezioni) oltre 564,45 euro.
Il Cervarix della britannica GlaxoSmithKline (che produce ‘mostarde azotate’, come l’Alkeran: agente vescicante da guerra chimica, usato in chemioterapia, oppure l’Hycamtin da 1850 euro a fiala) costa invece (per 3 iniezioni) solamente 470.37 euro.
Il tutto naturalmente viene pagato dal Servizio sanitario nazionale: cioè da noi con le tasse!
Un bel regalo di addio, fatto dalla “mamma” Turco, alle lobbies del farmaco!
Qui sotto un abstract dal recentissimo libro scritto dai medici Roberto Gava (farmacologo, tossicologo, omeopata e una delle massime autorità a livello nazionale su vaccini e problematiche connesse) ed Eugenio Serravalle (pediatra).
Visto che in ballo c’è la salute dei nostri figli, prima di prendere una qualsiasi decisione (per poi magari pentirsene) è bene informarsi adeguatamente e correttamente.
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L’intestino umano è un ecosistema unico, ed il marchio di garanzia di qualsiasi ecosistema sano è la presenza di una grande diversità di microorganismi. Se siete schiavi delle bevande probiotiche (cosiddette salubri) potrebbe darsi che stiate procedendo verso l’instaurarsi di uno squilibrio dietetico poco salubre.
Quasi il settanta per cento del nostro sistema immunitario risiede nell’intestino. Le nostre viscere hanno anche un sistema nervoso – il sistema nervoso enterico – che è altrettanto complesso del sistema nervoso centrale (cioè il cervello e le innervazioni spinali) ed influenza in modo altrettanto importante la salute mentale e la sfera emozionale. Perciò mantenere il vostro intestino in buona salute è molto importante. Per farlo bisogna che vi sia un buon equilibrio nella presenza di batteri buoni e cattivi che sono propri dell’intestino umano. Di solito in un sistema digerente sano i batteri “buoni” superano quelli cattivi; e quando sono attivi aiutano anche a trasformare gli acidi organici in zuccheri, abbassano il colesterolo, sintetizzano le vitamine, suddividono gli enzimi, le proteine e le fibre presenti nel cibo ed aumentano le difese immunitarie.
(continua…)
A nessuno è data la possibilità di scegliersi l’epoca in cui vivere, né la possibilità di vivere senza l’epoca in cui è nato, non c’è uomo che non sia figlio del suo tempo e quindi in qualche modo “omologato”. Accade però che, rispetto alle epoche che l’hanno preceduta, la nostra epoca è la prima a chiedere l’omologazione di tutti gli uomini come condizione della loro esistenza. Non dunque un’omologazione come “dato di fatto”, ma un’omologazione “di principio”, le cui ragioni vanno ricercate in quella condizione per cui, nell’età della tecnica e dell’economia globale, “lavorare” significa “collaborare” all’interno di un apparato, dove le azioni di ciascuno sono già anticipatamente descritte e prescritte dall’organigramma per il buon funzionamento dell’apparato stesso.
DI MARCELLO PAMIO
Disinformazione
Per omaggiare e soprattutto far conoscere al pubblico il suo importante lavoro, abbiamo pensato di intervistare virtualmente Linus Pauling (1901 - 1994).
Le risposte sono estrapolate dal libro: «Come vivere più a lungo e sentirsi meglio», senza ovviamente modificare il senso delle parole e il pensiero del grandissimo scienziato americano.
D: Dottor Pauling, lei è l’unico scienziato al mondo ad aver ricevuto ben due Premi Nobel per categorie diverse: quali sono queste categorie?
R: Ho ricevuto il Premio Nobel per la Chimica nel 1954, e per la Pace nel 1962.
Questo articolo è stato tratto dal n. 24 di Scienza e Conoscenza.
Questo articolo nasce dalla segnalazione (tramite recensione) di un lettore di Macrolibrarsi relativa alla pagina di Wikipedia dedicata al Dottor Ryke Geerd Hamer.
Si definisce “un’enciclopedia aperta gestita da editori volontari. Ha come aspirazioni fondamentali contenuto libero ed articoli oggettivi”. La Fondazione si definisce non profit e ha sede neli Stati Uniti. Il bilancio annuo è di circa una decina di miliardi delle vecchie lire, di cui oltre un miliardo (l’11% del bilancio annuo) va all’ufficio del direttore esecutivo.

Alcuni brani tratti dal libro Kankropoli, di Alberto Mondini,
“Iniziamo a vedere cosa realmente viene fatto a chi oggi si ammala di cancro.
Nella stragrande maggioranza dei casi si usano, dove è possibile, unicamente tre metodi: l’asportazione chirurgica, la chemioterapia e l’irradiazione.
Il primo rimedio è del tutto inutile, perché il tumore non è che lo stadio finale e più visibile di una situazione patologica che coinvolge tutto l’organismo. Pertanto, dopo l’asportazione, la recidiva è quasi la regola, in quanto le difese immunitarie del paziente saranno ulteriormente indebolite dal trauma delle ferite, dall’intossicazione dell’anestesia, dagli antibiotici e dagli altri medicinali.
Gli altri due metodi si basano sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l’azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire.
(continua…)
L’idea, che viene già sperimentata, è questa: bombardare la stratosfera con un finissimo particolato di vetro (1). E perché?
Per il vostro bene: combattere l’effetto serra, naturalmente. La polvere di vetro speciale (porous-walled glass microsphere) dovrebbe assorbire parte del CO2, e soprattutto riflettere i raggi solari, impedendo loro di giungere sulla Terra in eccesso.
Il punto è che gli esperimenti («limitati») sono condotti da un anno in segreto dal Savannah River National Laboratory di Alken (South Carolina), un centro che appartiene al Dipartimento dell’Energia (DOE): un ministero che si occupa anche di realizzazioni militari, specie di quelle troppo «delicate» per apparire sotto la sovrintendenza del Pentagono. Tipicamente, certi esperimenti con materiale fissile e radiattivo cadono sotto la competenza del DOE.
(continua…)
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Un fungo mortale che uccide il frumento, noto come Ug99 [Uganda 1999, N.d.T.], si è probabilmente propagato dall’Africa al Pakistan, in base ai rapporti pubblicati nel British New Scientist. Se fosse vero, tutto ciò minaccia il granaio vitale dell’Asia, tra cui la regione del Punjab.
La diffusione del mortale virus, la ruggine dello stelo [conosciuta anche come "ruggine nera del grano o del frumento" (Puccinia graminis), N.d.T.], contro la quale non esiste alcun funghicida efficace, avviene mentre le riserve mondiali di grano raggiungono il livello più basso nelle ultime quattro decadi e la produzione di bio-etanolo sovvenzionata dai governi, in particolare negli Stati Uniti, in Brasile e nell’Unione Europea, sta sottraendo a velocità allarmante la terra destinata alla produzione alimentare.
(continua…)
“Ciò che l’uomo ha unito, la natura non è capace di disunire” Aldous Huxley, “Brave New World”, Capitolo 2
“I miei amici sono dei giocattoli. Io li fabbrico. È un hobby. Sono un disegnatore genetico.” J.F. Sebastian (William Sanderson), “Blade runner”, 1982
Un agghiacciante articolo circa l’ingegneria genetica e la moralità
Chiamatemi strano ma uno dei momenti salienti del mio 2007 è stata una notte di dicembre quando alla fine riuscii nell’intento di vedere uno dei miei film preferiti sullo schermo argentato al più grande e migliore cinema di cui ero a conoscenza, lo storico Senator Theatre di Baltimora…
Film in questione: “Final Cut” di Ridley Scott del classico film fantascienza/noir del 1982 Blade Runner
Blade Runner è uno dei miei favoriti per una serie di motivi. Innanzitutto, rappresenta l’esempio più fine che io abbia mai visto di integrazione scorrevole tra scrittura e cinematografia. A differenza di molti altri del genere fantascientifico, gli effetti speciali – sebbene incredibili per l’epoca e per il budget con cui furono creati – non sopraffanno la storia, ma la completano in una sublime sinfonia di eccellenza nella narrazione.
In realtà, la simbiosi di storia ed effetto presente in Blade Runner è così elaborata e ben concepita che ti trasporta letteralmente quasi in un’America futura che sembra tanto plausibile e palpabile quanto l’incessante, confusionaria e quotidiana fatica che si è lasciato fuori dal teatro. La primaria ragione di ciò non è la rinomata eccezionale bravura di Ridley Scott nell’arte di fare cinema, la quale ci ha donato dei classici talmente indelebili quali Alien, Gladiator e ciò che è pressocchè universalmente riconosciuto come uno dei messaggi pubblicitari di tutti i tempi – il popolare spot Apple “1984” durante il Super Bowl dell’allora nuovo computer Macintosh …
A mio parere, è causata dall’ispirata ed ingegnosa capacità di rinnovata immaginazione dell’altrettanto ingegnosa fonte di materiali da parte degli sceneggiatori collaboratori Hampton Fancher e David People: il romanzo fantascientifico del maestro Philip K. Dick del 1968, Ma Gli Androidi Sognano Pecore Elettriche? Oltre ad essere un intenso, sfumato, singolare a livello visivo, all’incirca perfettamente realizzato esercizio dell’arte cinematografica (io credo sia la realizzazione di Scott di più alto livello come regista finora), ciò che in verità rende grande Blade Runner è la sua storia profetica fuori dal comune.
Una storia che diviene sempre più attuale con il passare del tempo.
Le Profezie di Blade Runner
Blade Runner è ambientato nell’anno 2019, a Los Angeles. Per coloro che non conoscono la storia, si tratta essenzialmente di un dramma poliziesco circa un poliziotto assassino il cui lavoro è rintracciare ed uccidere i superumani (chiamati replicanti), progettati geneticamente ed organicamente costruiti, presenti sulla Terra. I replicanti sono superiori alla gente comune per quanto riguarda la forza e perlomeno pari in intelligenza – e sono indistinguibili dagli esseri nati naturalmente senza l’esecuzione di dettagliati test di risposte emozionali. Educati al lavoro da schiavi, al combattimento e ai lavori pericolosi nelle “colonie extra-mondo”, i replicanti sono illegali sulla Terra, a rischio di pena di morte…
Questo non arresta alcuni di loro dall’arrivare sulla Terra in incognito. Entra in scena Rick Deckard (Harrison Ford all’apice della sua fama iniziale). Egli è parzialmente in pensione, ma spinto a tornare in servizio dal suo vecchio capo al fine di eliminare un gruppo particolarmente mortale di quattro replicanti che sono ritornati sulla Terra intenzionati a infiltrarsi nell’azienda che li aveva prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di trovare un modo di estendere le loro vite al di là dell’implicito arco di tempo di quattro anni…
Il film illustra come questo tentativo di infiltrazione gioca fino in fondo (violentemente), come questi replicanti combattono contro la loro stessa mortalità e il loro sottosviluppo emozionale, come Deckard fa “andare in pensione” questi pseudo umani e viene alle prese con il senso di colpa dell’ucciderli – e ha a che fare con il fatto che egli stesso potrebbe essere un replicante…
È una storia eccezionale e straordinariamente ben raccontata. Ma quel che è talmente profetico circa la pellicola non è la trama quanto la visione di un’America nel 2019 che Dick, Fancher, Peoples e Scott hanno creato durante la produzione di Blade Runner nei primi anni ’80. Nella loro Los Angeles di 37 anni dopo:
Il paesaggio urbano di Los Angeles è vasto e torreggiante. È uno sporco, arenoso mix di strutture industriali, architettura futuristica e costruzioni di antichi appartamenti dilapidati. Il cielo notturno è illuminato violentemente da fiammanti gas naturali che fuoriescono da elevate ciminiere di scarico. Inoltre, piove quasi sempre costantemente. Chiaramente, gli USA (e presumibilmente, il mondo) è ancora dipendente dai carburanti fossili per molta parte della sua energia e come conseguenza il clima globale è cambiato …
Se le dimensioni, l’importanza e la stravaganza delle loro sedi aziendali non danno alcuna indicazione, una delle più influenti e redditizie imprese di Los Angeles è la Tyrell Corporation – produttori di replicanti al 100% organici, geneticamente progettati (e altri organismi duplicati fatti dall’uomo, accenna la sceneggiatura). Il loro motto è “More Human than Human”. Sembrerebbe che una quantità considerevole di persone siano impiegate in tale industria, oppure subappaltate da parte della Tyrell Corporation…
Ovviamente, le menti direttive di Blade Runner impiegarono tempo e sforzi considerevoli per immaginare come sarebbero stati gli Stati Uniti quattro decenni più tardi. E a giudicare dallo stato in cui siamo nel 2008, essi non si discostano molto dalla linea su numerose cose: la globalizzazione, l’immigrazione, il cambiamento in corso dell’identità culturale dell’America, la teoria circa i cambiamenti climatici e la nascita dell’ingegneria genetica.
È dell’ultimo elemento, l’ingegneria genetica, che vorrei parlare un po’ di più oggi…

Bambini di un “Dio” Trasgressore
In Blade Runner, i replicanti individuano e obbligano uno degli ingegneri genetici della Tyrell Corporation, J. F. Sebastian, ad organizzare un incontro con lo specialista designer e veterano dell’impresa, il Dr. Eldon Tyrell. Di ciò che trapela da quel colloquio non lo vanificherò in questa sede. Ma ciò che menzionerò è ciò di cui Sebastian si è circondato in casa sua. Essendo un designer genetico, Sebastian ha creato uno spazioso appartamento pregno di geneticamente aberranti pseudo umani il cui unico scopo nella vita è divertirsi e assisterlo…
Essi sono come animali domestici e sono progettati non per essere senza difetti – ma più divertenti o affettuosi rispetto ai tipici umani in virtù dei loro difetti. Essi sono di taglie anormali, hanno delle voci e dei vezzi anormali e sono chiaramente meno intelligenti e coordinati dei caratteristici umani. Sebastian li abbiglia con dei graziosi piccoli abiti, insegna loro a pronunciare delle banali frasi tipiche che lo ringrazino nel momento in cui egli ritorna a casa dal lavoro ogni giorno e li mette in posa in giro per la casa come dei peluche.
Questo, a mio parere, è l’aspetto profetico più terrificante di Blade Runner. Il concetto che la gente povera, disadattata, corrotta, all’ordine del giorno motivata, o semplicemente sola potrebbe un giorno perfezionare l’imponente potere di creazione genetica solo per divertimento e senza alcuna preoccupazione per i risultati – come un bimbo che trova la pistola di suo padre nel comodino e semina il terrore sparando al vicinato solo per sentirla fare “bang”.
Pensate questo non possa accadere? Pensate che l’unico scopo dell’ingegneria genetica umana sia accelerare l’evoluzione, evitare le imperfezioni cromosomiche, assicurare una salute migliore ed eliminare le malattie? Pensate che noi umani siamo talmente virtuosi e d’animo elevato al punto da non creare intenzionalmente bambini imperfetti?
Pensateci ancora.
In questo momento, in Gran Bretagna, un paio di organizzazioni a favore dei diritti dei non udenti – il Royal National Institute for Deaf and Hard of Hearing People e la British Deaf Association – stanno facendo pressioni affinché venga concesso ai genitori non udenti (e presumibilmente, ai genitori dotati di udito) il diritto alla creazione genetica di bambini non udenti. I loro sforzi sono incentrati sull’emendamento di un disegno di legge che al momento è al vaglio nella House of Lords, la proposta di legge sui tessuti umani e sugli embrioni, che attualmente proibirebbero lo screening degli embrioni allo scopo di sceglierne uno con una anomalia. A detta dell’inglese Sunday Times, una più ampia coalizione tra organizzazioni che rappresentano persone disabili contribuirà anche alla campagna per tale emendamento della proposta di legge, a partire da questo mese.
Questo genere di cose non si sta verificando neanche solamente nella dolce vecchia Inghilterra. Secondo un articolo dell’ Associated Press del 21 dicembre 2006, il 3% delle 137 cliniche americane sottoposte a sondaggio che offrono lo screening di embrioni hanno fornito il servizio alle famiglie che intendono creare un handicap nei loro bambini…
Le argomentazioni su entrambi i fronti della questione sono, nei loro aspetti, persuasivi. Ed essi aspramente illustrano semplicemente quanto sarà scivoloso l’argomento dell’ingegneria genetica umana in futuro. I gruppi che sostengono il diritto dei genitori nello scegliere un handicap nei loro bambini sono preoccupati che l’eliminazione genetica di condizioni come il nanismo e la sordità potrebbero essere equivalenti all’eliminazione di identità culturali di valore — e indebolirebbe i genitori e i bambini costretti a convivere con tali parziali invalidità. E loro hanno ragione, per così dire…
Coloro che si oppongono nel dare ai genitori la capacità di scegliere bambini disabili dichiarano che essa sovverte il ruolo fondamentale della medicina – guarire, non fare male. Essi mettono sullo stesso piano la pratica e la intenzionale malattia invalidante dei bambini. E anche loro hanno ragione…
Si consideri anche questo: Se l’ingegneria delle invalidità divenisse accettabile a livello genetico prima della nascita, come potrebbe essere in qualche modo differente dall’inflizione delle stesse invalidità dopo la nascita? Se, per così dire, diventa in qualche modo un diritto dei genitori progettare la sordità o la cecità per i loro bambini a livello embrionale, non sarebbe anche un loro diritto attendere semplicemente sino alla nascita dell’infante, successivamente assordarlo con dei ripetuti colpi d’arma da fuoco vicino alle orecchie – o accecarlo cavandogli gli occhi? Solo una lieve sofferenza, qual è la differenza? I bambini vivono grazie alla circoncisione, vero?
Probabilmente, la gran parte delle forme di invalidità dopo la nascita sarebbero migliori rispetto alla stessa cosa fatta dall’ingegneria genetica. A differenza dello screening embrionico, la sordità post nascita o la cecità di un infante, sarebbe al 100% affidabile – e sarebbe di sicuro molto più economico rispetto a 15000 $ e oltre da pagare per procedure di ingegneria genetica…
Il che significherebbe più denaro che avanza per costruire una casa per i bambini adatti ai sordi – o ai non vedenti !
Inoltre, quando si porrà fine al “Statute of Limitations” sui bambini disabili? Se un padre single, per sempio, dovesse divenire sordo a causa di un’esplosione sul luogo di lavoro, allora potrebbe tornare a casa e far divenire sorda sua figlia di nove anni per sostenere la propria identità culturale o/e rafforzare la sua unità familiare?
A prescindere da questo, se il diritto di progettare dei bambini geneticamente risiedesse totalmente nelle mani dei genitori, chi arresterebbe tali genitori sregolati (si veda anche Spears, Britney) dal progettare creature totalmente dipendenti da loro? Se i genitori con una bassa stima di sé stessi vedessero l’educazione dei loro figli come un modo per rendere valide le loro vite o per ristorare il loro proprio senso di validità, cosa ci sarebbe di meglio per assicurare una vita del genere che creare un bambino con difficoltà mentali o motorie che non potrebbe mai abbandonare il nido?
Estrapolazioni e supposizioni (assurde o di altro genere) a parte, qualcuno qui sta per interpretare Dio, in ogni modo si ponga la questione. Sia il Governo che l’azienda ospedaliera lo faranno determinando dove esistono i confini nei termini di ciò che è in nostro potere “progettare” e in nostro potere costruire nei nostri bambini – oppure i genitori disabili creeranno figli a loro immagine imperfetta, o per la convalida della loro infermità…
In conclusione: sarebbe giusto verso i bambini il progettare la loro sordità, la loro cecità, il loro nanismo o altre inabilità per assicurare la sopravvivenza dell’identità culturale dei loro genitori? Sarebbe giusto verso i bambini se fossero intenzionalmente procreati inferiori, oppure incapaci, come da terapia, per le nevrosi dei loro genitori?
Ma questo è l’aspetto più disturbante di questa equazione: Tanto spaventoso e promettente potrebbe essere il potere dell’ingegneria genetica per i genitori, ma potrebbe divenire persino più rischioso fornire al governo tale autorità…
Un nuovo mondo pericoloso
Nel classico di Aldous Huxley del 1932 Brave New World [letteralmente “un nuovo mondo coraggioso”, tradotto in Italia col titolo “Il Mondo Nuovo” n.d.t.], la stragrande maggioranza delle persone (coloro che fanno parte dello Stato Mondiale) sono sterili, il matrimonio, l’essere genitori e la famiglia sono obsoleti tra di loro, e i bimbi sono procreati e allevati in laboratorio da parte del governo per rispondere alle esigenze della società. Nello Stato Mondiale, ci sono cinque classi di essere umani progettati geneticamente. In ordine decrescente di intelligenza, ci sono: gli Alfa, i beta, i gamma, i delta e gli epsilon. Ognuno di questi possiede le proprie abilità e i ruoli societari che si addicono loro ( gli alfa sono i pensatori, gli epsilon gli umili lavoratori) – e ognuno è accudito dal governo verso la beata accettazione del loro posto nello schema delle cose.

Ecco qui il motivo per cui ho menzionato questo: Non importa quanto noi qui in America facciamo del moralismo, l’ingegneria genetica umana sta giungendo su questo mondo. È già presente sotto forma di “screening prenatale” – e non passerà molto tempo ancora prima che si possano decidere sempre più i tratti di un bambino al posto suo. Perciò pensiamo a ciò che avremo un po’ più in là…
Diciamo che a partire dal 2019 saremo in grado più o meno di ordinare il nostro bambino su un catalogo. Una coppia potrà fornire la materia prima, il proprio DNA, e la scienza potrà aggiungere dei tratti positivi, sottrarre quelli negativi, misurare l’intelligenza, incorporare l’immunità e unire il colore dei capelli, il colore degli occhi, l’altezza, il tasso metabolico, la preferenza sessuale, ecc. ora, quante persone in questa impavida Utopia, opterebbero per bambini naturali al posto di bambini superintelligenti prodotti dall’ingegneria genetica, “super-bambini” a prova di malattia?
Non molti, scommetto.
E ciò significa che oltre il lasso di tempo di una singola generazione, la naturale Yin e Yang darwinistica tra chiaro e oscuro, forte e debole, audace e vulnerabile, la gente bella e schietta sarebbe innaturalmente incline al lato “perfetto” dello spettro. Al contrario di un america in cui la gente copre la gamma di tutte le forme, le taglie, le attrattive e la serie di abilità che soddisfano ogni lavoro ed esigenza all’interno della nostra società – dal fisico allo scavatore – si avrà un eccesso di belle persone intelligenti, appropriate, audaci, perfettamente adatte alle posizioni più intellettuali, e una carenza di coloro adatti a incarichi più umili, seppure non meno necessari.
Lo sporco piccolo segreto della società americana è che, al di là di quanta retorica sulle opportunità e sulle conquiste ci gettano addosso le nostre scuole, i genitori, i tutori del dopo scuola, i film, i terapisti e i guru fai da te, la realtà brutale è che non necessitiamo di così tanti supermodelli, professori, avvocati, medici, artisti e giudici della Corte Suprema. Per ognuno di questi, noi avremmo bisogno di 100 scavatori, idraulici, saldatori, muratori, meccanici di auto, braccianti agricoli, tassisti, trasportatori e venditori porta a porta. La grande maggioranza dei lavori e dei compiti in America (e in ogni paese, se è per questo) cade nel novero di quelli meno desiderabili, meno affascinanti e poco remunerativi…
Ci sono due modi molto probabili in cui queste necessità verranno affrontate in una futura America di persone abnormemente perfette: o importeremo una sottoclasse perché faccia per noi queste cose (e già stiamo facendo così), o faremo leggi che dicano chi può avere quale tipo di figli–proprio come in Brave New World. O faremo entrambe le cose.
In definitiva: se non saremo saggi nel modo di applicare questa tecnologia di ingegneria genetica inevitabilmente umana, finiremo per fornire al governo il potere di dire negli Usa quali figli potremo avere in base ai bisogni della società.
Come nell’ Office of the Handicapper General [ si potrebbe tradurre con “Ufficio dell’handicappariato Generale” n.d.t.] nel romanzo di Vonnegut “Harrison Bergeron”, potremmo finire per avere il “Dipartimento per un’Equa Procreazione” o qualcosa di simile. Come quando chiediamo un prestito o che ci si faccia credito, forse dovremo dimostrare la nostra idoneità prima di poter ordinare i nostri perfetti fagotti di gioia. O forse ci sarà una Lotteria della Procreazione, e dovremo essere felici di far nascere e crescere i figli che verranno estratti. Diventare genitori–ed essere felici e grati allo stato per qualunque tipo di figlio ci permetta di avere–potrebbe semplicemente diventare un dovere in più del Buon Cittadino, proprio come pagare le tasse.
Pensate che stia dicendo assurdità? Continuate a leggere…
Un pesce, due pesci, pesci rossi, NUOVI pesci
Se pensate che la necessità di interferire con la natura non sia diffusa tra gli umani, considerate cosa facciamo noi stessi in nome dell’individualità. Noi tingiamo e arricciamo i nostri capelli, ci trucchiamo, buchiamo la nostra pelle, indossiamo lenti a contatto (addirittura colorate), ci tatuiamo–ci mettiamo sotto i ferri per avere tette più grandi, pance più piatte e nasi più fini. Spendiamo ore infinite e una quantità pazzesca di dollari per comprare vestiti, scarpe e trucco che migliorino la nostra unicità e richiamino l’attenzione su di essa. Facciamo la stessa cosa con le nostre macchine e case. Le personalizziamo, perché non siamo felici di loro per come sono…
Non fraintendetemi, non sono critico verso la tendenza a migliorare le cose. Io stesso faccio ciò. Lo facciamo tutti. Sto semplicemente dicendo che fa parte della natura umana modificare se stessi e le proprie cose (e un sacco di gente mette i bambini in questa categoria) perché si adattino maggiormente a un qualche ideale interno di “me”. Pensate davvero che resisteremmo a questa tendenza per quanto riguarda i nostri figli? Guardate a come chiamiamo i nostri bambini; molte coppie scelgono intenzionalmente nomi strani o unici–arrivando a inventarseli– per indirizzare i loro figli all’individualità…
Pensate davvero che i genitori–se ne avessero il potere–non farebbero la stessa cosa con l’aspetto di un bambino? Pensate davvero che non vedreste i giovani genitori punk progettare figli con capelli rosa shocking? Pensate davvero che non vedreste tipi da body building camminare per strada con bambini massicci e scolpiti che trotterellano di fronte a loro?
Per tutti coloro che ancora dubitano che tutto ciò è quanto ci aspetta, considerate il caso del GloFish.
Messo sul mercato negli Usa dal dicembre 2003 i GloFish sono pesci-zebra (originari dell’India e del Bangladesh) modificati geneticamente. Inserendo geni delle meduse, dei coralli marini e di altre fonti nel genoma del pesce zebra i progettisti del GloFish sono riusciti a renderli brillanti nel verde, nel rosso e nell’arancio. La FDA, dopo uno studio e una valutazione dei rischi, non ha trovato alcuna ragione di salute pubblica per porre su questi pesci altre regole oltre quelle valide per i normali pesci zebra. Possono procreare e, sì, continuano ad essere molto venduti…
Considerate anche il caso dei LifeStyle Pets [animali domestici “stile di vita“ n.d.t.]—una nuova linea di gatti e cani ipoallergenici geneticamente modificati. Tutto il piacere e nessuno starnuto.
Forse verranno venduti presto nel negozio di animali vicino casa i GloDogs–più difficili da perdere e più facili da evitare quando si è in macchina…
E forse appena dopo i GloKids?
Cerchiamo di essere coraggiosi in questo mondo nuovo e pericoloso.
Di Jim Amrhein: “Whiskey & Gunpowder”, Freedoms Editor
Titolo originale: “BLADE NEW WORLD, GRAVE NEW WORLD”
Fonte: http://carolynbaker.net/
Il pericolo della chemioterapia
Ci hanno sempre insegnato che la cura principale dei tumori è la chemioterapia, cioè terapia a base di sostanze chimiche.
Si sono però dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni.
Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire.
Un malato di tumore viene avvertito che la chemio provocherà nausea, vomito, che cadranno i peli del corpo compresi i capelli, forse.
Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta per quella malattia, si stringono i denti e si firma il consenso informato.
Dovete sapere però che l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che (solamente!) maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati!
Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto: “stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni”
Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.
L’amara conclusione, che si evince dall’Istituto Superiore di Sanità, è che la l’oncologia moderna per curare il cancro, utilizza delle sostanze chimiche che sono cancerogene (provocano il cancro), mutagene (provocano mutazioni genetiche) e teratogene (provocano malformazioni ai figli)!!!
Qualcosa non torna: ad una persona sofferente dal punto di vista fisico, psichico e morale, debilitata e quasi sempre sottopeso, vengono iniettate delle sostanze così tossiche?!
Questo apparente controsenso - se non si abbraccia l’idea che qualcuno ci sta avvelenando - si spiega nella visione riduzionista e totalmente materialista che ha la medicina, ma questo è un argomento che affronteremo più avanti
I costi della chemioterapia
Dal sito dell’A.I.A.N., Associazione italiana per l’assistenza ai malati neoplastici si evince il costo di un trattamento chemioterapico.
“Il costo medio dei cicli chemioterapici che differiscono sostanzialmente nella composizione, varia sensibilmente in base ai farmaci. Comunque il costo si aggira su svariate decine di migliaia di euro per i vari cicli, fino a 50.000€.
L’illusione che la chemioterapia sia gratuita, cade alla considerazione che il cittadino e l’ ammalato, i contribuenti, la pagano allo Stato sotto forma di prelievi fiscali. A questi costi esorbitanti si aggiungono gli oneri elevati dell’indotto, ad esempio il trapianto di midollo può comportare la spesa di oltre 50.000€. L’efficacia temporanea e limitata, l’assenza di effetti risolutivi, l’elevata tossicità rendono ancora più irrazionale ed inaccettabile un così elevato onere finanziario della chemioterapia”.
Mentre nel “Giornale italiano di Farmacia clinica” del 21 febbraio 2007 sono stati pubblicati i costi per “l’uso dei farmaci citotossici nei cicli di chemioterapia ‘platinum-based’ analizzati per una corte di 100 pazienti e 6 cicli di terapia”.
1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 409.020,00 euro
5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro
Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici presi in considerazione nella “Valutazione dei costi associati alle terapie ‘platinum based’” e pubblicate nel Giornale italiano di Farmacia clinica”. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” il totale ha dell’incredibile!
1. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) + “somministrazione”, “premeditazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 452.096,00 euro
2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premeditazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro
3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premeditazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 467.550,00 euro
4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premeditazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro
5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premeditazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro
Ricapitolando:
Sei cicli soltanto di chemioterapia costano per OGNI paziente una cifra che va da 4.520 euro a 8.420 euro.
Nei malati i cicli di chemio da fare non seguono una regola assoluta, anche se quando si somministrano per via preventiva (?) in un paziente che non ha una forma tumorale, esiste un numero prestabilito di cicli[1]. Mentre se la terapia è rivolta a un paziente che ha una malattia in corso, in fase metastatica per esempio, la durata è variabile, e comunque si sospende di solito tra il 6° e l’8 ciclo.[2]
Quindi la somministrazione di sostanze chimiche è assolutamente variabile e si può prolungare per molto tempo, facendo lievitare anche i costi per la società e gli utili per le multinazionali produttrici.
Tale calcolo però non tiene conto dei costi di operazioni chirurgiche, eventuali trattamenti radioterapici, medicamenti, farmaci, visite, degenze, ecc.
I malati nuovi di tumore in Italia sono ogni anno circa 270.000 e se tutti questi seguissero i protocolli ufficiali, ogni anno il giro di affari sarebbe di centinaia di miliardi di euro!
Cifre del genere - pagate dal Sistema Sanitario Nazionale e quindi sottratte alla Comunità con le tasse - il potere di lobbies di Big Pharma è così forte che riesce a tenere celate le terapie non convenzionali e tappare la bocca a tutti quei ricercatori indipendenti che hanno il coraggio (o l’incoscienza) di mettere la salute della persona davanti agli interessi economici.
Questo potrà spiegare una volta per tutte le persecuzioni mediatiche, giudiziarie, professionali e personali subite da personaggi come Luigi Di Bella, Geerd Ryke Hamer, Tullio Simoncini, Bonifacio, Pantellini, Zora, Gorgun e moltissimi altri grandi ricercatori.
Invece di cercare una strada meno dispendiosa, meno sofferente e logicamente con più risultati positivi di guarigione si continua su questa folle corsa dissanguante e disumana.
Ma per quanto ancora?
Tale follia ha raggiunto il parossismo in Regione Toscana che “rimborserà il costo di una parrucca a tutte le donne che, affette da un tumore, hanno perduto i capelli a causa della chemioterapia”[3]
La magra consolazione delle donne è che “le interessate potranno acquistare la parrucca da loro stesse gradita in uno dei negozi specializzati e poi chiedere il rimborso documentando la spesa”[4]
I costi della radioterapia
La mucosite orale è una complicanza (una delle tante) della chemio e radioterapia. Interessa il 77% dei pazienti trattati con radio alla testa e la totalità di quelli sottoposti a trapianto autologo delle cellule staminali trattati con chemioterapia citotossica ad alte dosi.
Per questa complicanza viene usato il farmaco Palifermin (è un fattore di crescita dei keratinociti umano).
Pensate che il costo di un solo trattamento completo comprendente 6 somministrazioni di 60 mcg/Kg/die corrisponde al costo di una confezione: 4.320,00 euro!
Una sola scatola di questo farmaco costa 4320 euro. La casa farmaceutica che lo produce si chiama Amgen Inc., il cui presidente e Ceo è un certo Kevin W. Shaker che risulta avere collegamenti con General Electric (che costruisce, come abbiamo visto prima i mammografi!) e figura nel direttivo di Northrop Grumman Corporation (società nel campo aerospaziale e della difesa, produttrice di armamenti), Chevron (petrolio & C.)!
I costi della radioterapia
Secondo le ultime statistiche dell’A.i.r.o. (Associazione italiana di radioterapia oncologica) nel 2002 sono stati 108.000 i pazienti in Italia trattati con la radioterapia.[5]
Quindi il 60% dei nuovi malati (270.000 all’anno) si sottopone alla radio!
Il costo di una apparecchiatura per la radioterapia si aggira intorno a 1.000.000 di euro, con un costo a trattamento pari a circa 12.000 euro.[6]
Un solo trattamento con onde radio (di solito si fanno almeno cinque sessioni) costa la bellezza di 12.000 euro, senza tenere conto del costo di medici, fisici, radioterapisti, tecnici dosimetristi, costi di gestione e manutenzione, ecc.
Una persona malattia può fare diversi cicli di radioterapia, per cui anche dietro le radioterapie ruotano cifre colossali.
Senza dimenticare che esistono numerosi modelli (diversificati anche nei prezzi): “Radioterapia a intensità modulata”, “Radioterapia intraoperatoria”, “Radioterapia stereotassica” (altissima precisione con altissimi costi), “Gamma Knife” (Raggi Gamma), “Cyberknife” (acceleratore lineare miniaturizzato collegato a braccio robotica), “Brachiterapia” (utilizzo di piccole sfere radioattive introdotte nell’organismo), “Adroterapia” (radioterapia a fasci di ioni di idrogeno o carbonio), ecc. ecc.
Un altro dato interessante sono le sostanze chimiche usate in combinazione con le terapie radiologiche.
Dal “Centro di riferimento regionale sul farmaco” l’agente antineoplastico usato spesso con la radioterapia, il cui principio attivo si chiama Cetuximab, costa (per solo otto settimane di trattamento) 7.722,80 euro (prezzo fornito dalla ditta farmaceutica)[7]
Quindi la radioterapia tra apparecchiatura e un solo farmaco, senza considerare le strumentazioni tecnologiche all’avanguardia, costa per ogni seduta più o meno 20.000 euro!!!
I costi di un trattamento oncologico ufficiale
Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi ad esclusione della chirurgia, e cioè chemio e radio, con un solo ciclo (6 per la chemio e 5 per la radio) vediamo quanto costa il tumore oggi in Italia.
Attualmente sappiamo esserci da noi 1,7 milioni di ammalati[8] e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno.
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio e nel particolare, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico) è indubbiamente una delle patologie più costose!
di Marcello Pamio tratto da: “Il lato oscuro dell’oncologia” dispensa in preparazione
[8] “La prima giornata del malato cancro”, Francesco De Lorenzo TGCom
