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	<description>Tutto quello che giornali e televisioni vi nascondono</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:01:51 +0000</pubDate>
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		<title>Cicloni, terremoti: fenomeni naturali o guerra ambientale?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 09:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni abbiamo assistito a sempre più frequenti catastrofi naturali - cicloni, tornado, uragani, tsunami, terremoti. Per molti questi fenomeni sono assolutamente naturali o al massimo legati al ciclico mutamento climatico che avviene spontaneamente da millenni.
Per altri invece questi eventi catastrofici sono conseguenza di cambiamenti climatici frutto di ricerche ed esperimenti a scopi militari.
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody">Negli ultimi anni abbiamo assistito a sempre più frequenti catastrofi naturali - cicloni, tornado, uragani, tsunami, terremoti. Per molti questi fenomeni sono assolutamente naturali o al massimo legati al ciclico mutamento climatico che avviene spontaneamente da millenni.<br />
Per altri invece questi eventi catastrofici sono conseguenza di cambiamenti climatici frutto di ricerche ed esperimenti a scopi militari.</p>
<p>A proposito si parla spesso di un progetto americano nato nel 1990 e diretto dall’Aeronautica e Marina militare USA:il programma HAARP, High-Frequency Active Auroral Research Program, con sede a Gakona, in Alaska.</p>
<p>Ufficialmente lo scopo di questo programma è migliorare la conoscenza delle proprietà fisiche ed elettriche della ionosfera terrestre che possono riguardare i sistemi di comunicazione e di navigazione militari e civili. Sul terreno dell’area dove sorge la base a Gakona è installata una serie di 180 antenne in grado di trasmettere onde ad alta frequenza, in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre, capaci di produrre circa 3,6 milioni di Watts di potenza di radio frequenza. Ciò è quanto dice il sito web ufficiale di HAARP.</p>
<p>Ma c’è chi parla apertamente di intenzionale manipolazione del clima per causare distruzioni fisiche, economiche e psico-sociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico o di una particolare popolazione. La guerra ambientale, che qualsiasi Paese dotato di tecnologia adatta può mettere in atto.</p>
<p>In un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes (6/2007) il generale italiano Fabio Mini, già comandante NATO del contingente KFOR in Kosovo, scrive “La guerra ambientale, in qualunque forma, e&#8217; proibita dalle leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali che rende ingiustificabile qualsiasi guerra proprio per i suoi effetti sull&#8217;ambiente. Ma come succede a molte convenzioni, quella del 1977 e&#8217; stata ignorata e ha anzi accelerato la ricerca e l&#8217;applicazione della guerra facendola passare alla clandestinità. Se prima di quella data l&#8217;uso delle devastazioni ambientali in tempo di guerra era chiaro, se le modifiche ambientali anche gravissime erano codificate e persino elevate al rango di sviluppo strategico o di progresso tecnologico, oggi non si sa più dove si diriga la ricerca e come si orientino le nuove Armi”.</p>
<p>Nell’articolo Mini parla anche di esplosioni nucleari sottomarine capaci poi di provocare terremoti e tsunami e dell’uso delle emissioni elettromagnetiche per la modifica del tempo meteorologico, del clima e delle condizioni di vita.</p>
<p>Tutto ciò fa riflettere e inquieta, vista la frequenza negli ultimi anni di enormi catastrofi come l’uragano Mitch in centro-america dell’ottobre 1998, il terremoto di Bam in Iran del 26 dicembre 2003, lo tsunami dello stesso giorno del 2004 nel sud-est asiatico, l’uragano Katrina a New Orleans del settembre 2005 e gli ultimi eventi come il ciclone Nargis in Birmania e il terremoto nello Sichuan in Cina.</p>
<p>di Enrico Sabatino<br />
<a target="_blank" href="http://enricosabatino.blogspot.com/" target="_blank">http://enricosabatino.blogspot.com/</a> </span></p>
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		<title>La soluzione sovietica del problema energetico</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2008 05:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La soluzione  sovietica del problema dell’energia elettrica prevede la realizzazione  di grandi impianti di generazione e di grandi linee di trasporto.
I vantaggi  sono:

l’eventuale inquinamento    può essere circoscritto a territori scarsamente antropizzati;
il potere si può    perpetuare a discapito dei cittadini, o per meglio dire, dei sudditi;  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.seekingalpha.com/wp-content/seekingalpha/images/thumb-SpringfieldNuclearPowerPlant.jpg" alt="" align="left" />La soluzione  sovietica del problema dell’energia elettrica prevede la realizzazione  di grandi impianti di generazione e di grandi linee di trasporto.</p>
<p>I vantaggi  sono:</p>
<ul>
<li>l’eventuale inquinamento    può essere circoscritto a territori scarsamente antropizzati;</li>
<li>il potere si può    perpetuare a discapito dei cittadini, o per meglio dire, dei sudditi;    l’approvvigionamento dipende in qualche misura sempre da “qualcun    altro”.</li>
</ul>
<p>Gli svantaggi  sono:</p>
<ul>
<li>oneri di trasporto;</li>
<li>scarsa possibilità    di impiegare il calore di scarto.</li>
</ul>
<p>La Francia,  impegnata nella corsa agli armamenti nucleari, ha adottato questo modello  realizzando parecchie decine di centrali nucleari.<br />
<span id="more-328"></span><br />
Noi abbiamo  adottato lo stesso modello realizzando centrali termoelettriche; l’avanzatissima  centrale nucleare di Caorso, nuovissimo gioiello tecnologico, l’abbiamo  fatta a pezzi fra gli applausi dei demagoghi e l’incredulità dei  costruttori. Il NO al nucleare del 1987 è stato interpretato nella  maniera più demenziale, col risultato che non abbiamo beneficiato dell’investimento  e le scorie radioattive nel frattempo prodotte non si sono volatilizzate;  se fossero aumentate a seguito del funzionamento della centrale appena  collaudata, il nostro problema “scorie” non sarebbe stato eccessivamente  diverso da quello che oggi ci ritroviamo.</p>
<p>La soluzione  “alternativa” del problema dell’energia elettrica prevede la realizzazione  di piccoli impianti di generazione a ridosso degli utilizzatori e l’assenza  di grandi linee di trasporto, che bellissime proprio non appaiono; si  tenga conto che esse non sono “interrabili”, se non per brevissimi  tratti, a causa degli effetti capacitivi dei cavi.</p>
<p>I vantaggi  della soluzione “alternativa” sono:</p>
<ul>
<li>l’assenza di oneri    di trasporto;</li>
<li>la possibilità    di impiegare il calore di scarto;</li>
<li>la possibilità    di coinvolgere gli utilizzatori/cittadini nel compito della generazione,    magari da fonte rinnovabile.</li>
</ul>
<p>Gli svantaggi  sono legati alla presenza di eventuali inquinanti nei territori antropizzati.</p>
<p>La proposta  del neo Ministro dello Sviluppo Economico (1) appare decisamente di  stampo sovietico a meno che non intenda adottare il modello giapponese  delle micro centrali a fissione nucleare (2), assai censurabile: anche  l’eliminazione sistematica degli over 70 porterebbe molti vantaggi,  ma non mi sembra che il solo loro inseguimento debba essere l’unico  criterio di scelta.</p>
<p>Per Sua stessa  ammissione la soluzione nucleare non è di quelle che si possono immaginare  praticate in tempi brevissimi, se non altro per la prevedibile “messa  di traverso” di molte persone non rassegnate all’ulteriore degrado  del pianeta, del senso della misura e dell’intelligenza. È vero che  la nostra società convive con tantissime “vittime” ma, mentre un  incidente automobilistico o lavorativo può essere devastante per gli  attori degli avvenimenti, la presenza di scorie radioattive può essere  devastante per moltissime future generazioni. La differenza non è di  poco conto, specialmente per chi è consapevole degli effetti della  radioattività a forti dosi sulle cellule.</p>
<p>In fondo di  cosa stiamo parlando?</p>
<p>Il nostro Paese  ha il picco di potenza assorbita di poco inferiore a 60 GW; significa  che ogni italiano assorbe mediamente, nei momenti di “punta”, circa  1 kW. L’energia elettrica che impieghiamo in un anno è pari a circa  350.000 GWh che equivalgono ad una potenza media di 40 GW, come se ogni  italiano mediamente assorbisse 670 W e 6.000 kWh. In realtà una famiglia  di 4 persone mediamente, a livello domestico, consuma circa 4.000 kWh;  tutta l’energia eccedente va all’industria, ai trasporti, al terziario,  all’agricoltura, ecc.</p>
<p>Se grandi utilizzatori,  enti locali, comunità, singoli cittadini, ecc. pensassero all’approvvigionamento  dell’energia elettrica in termini integrati e rispettosi dell’ambiente,  come in alcune parti della Germania, non sarebbe impossibile pervenire  in breve tempo a:</p>
<ul>
<li>pieno impiego delle    risorse energetiche rinnovabili disponibili;</li>
<li>pieno sfruttamento,    con rendimento complessivo SEMPRE superiore al 70%, dei combustibili    fossili ancora impiegati. Oggi siamo ottimisticamente attorno al 50%;    passare al 70% a quante centrali nucleari da 1 GW equivale?</li>
</ul>
<p>Quali sono  le nostre emergenze?</p>
<ol>
<li>la punta di 60 GW    ci mette in crisi da parecchi anni a questa parte;</li>
<li>non c’è un “piano    energetico funzionale”, come dice correttamente il ministro.</li>
</ol>
<p>È il caso  di inseguire le logiche del XX° secolo oppure è meglio guardare in  avanti?</p>
<p>Perché gli  altri Paesi, Germania in testa, non sono così lanciati verso la fissione  nucleare?</p>
<p>Prevale la  logica della civiltà o quella degli affari in queste scelte?</p>
<p>La nostra situazione:</p>
<ul>
<li>buttiamo al macero,    scimmiottando un clamoroso errore dei tedeschi, parecchie centinaia    di milioni di euro pubblici con il “conto energia” per finanziare    la realizzazione di vergognosi impianti fotovoltaici al silicio obsoleti    e costosissimi; è come se acquistassimo con denaro pubblico un PC con    processore 286 a 5.000 €; il mercato già offre nuove tecnologie fotovoltaiche    senza silicio a costo enormemente inferiore (3) (il problema non è    la reperibilità del silicio, ma la sua “purificazione”, assai dispendiosa    energeticamente); perché non destinare pochi milioni di euro alla italianissima    ed autorevolissima ricerca sulla fusione fredda? (4);</li>
<li>usiamo disinvoltamente    stufette elettriche, condizionatori e pompe di calore con scambiatore    ad aria; significa che, oltre allo scempio estetico delle facciate dei    palazzi e delle abitazioni, sprechiamo tantissima energia e potenza;    ad esempio quando il caldo è molto intenso i condizionatori con scambiatore    ad aria hanno COP (5) molto bassi; viceversa se impiegassimo condizionatori    e pompe di calore con scambiatore ad acqua il COP si manterrebbe sempre    assai più elevato;</li>
<li>è difficilissimo    trovare lavatrici domestiche con ingresso sia di acqua calda sia di    acqua fredda; se non fossero commercializzabili, quelle con un solo    ingresso, si potrebbe risparmiare tantissima elettricità;</li>
<li>per fare il condizionamento    dell’aria impieghiamo quasi sempre compressori elettrici; perchè    non preferire sistematicamente i gruppi ad assorbimento funzionanti    ad acqua calda, magari solare, anziché ad elettricità? Quante centrali    nucleari da 1GW potremmo evitare?</li>
</ul>
<p>L’elenco  potrebbe crescere a piacimento, per chi vuole vedere.</p>
<p>Conclusione.</p>
<p>La scelta nuclearista  del ministro è sbagliata nella sostanza e nei tempi di risoluzione  del problema, anche se appoggiata al programma elettorale del PDL. Egli  ha la possibilità di:</p>
<ul>
<li>interrompere subito    tantissimi errori e vuoti legislativi del passato;</li>
<li>realizzare un PEN    razionale capace di risolvere in 3-5 anni tutti i nostri problemi energetici    senza danneggiare l’ambiente e la salute dei nostri nipoti.</li>
</ul>
<p>Sono note le  iniziative di Casini, Fini, Brunetta ed altri per riproporre la fissione  nucleare. Spero che la dirigenza del PDL sappia interpretare la fiducia  che il Paese gli ha accordato.</p>
<p>Da 30 anni  siamo privi di dirigenza politica (6); il Paese ha scelto Berlusconi,  Tremonti e Bossi. Sarebbe gravissimo se si trovasse con la politica  nuclearista di Casini (7) e della lobby sovietica dei boiardi, buoni  per tutte le stagioni.</p>
<ol>
<li><a target="_blank" href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200805091223-eco-rt11041-art.html"><span style="text-decoration: underline;">http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200805091223-eco-rt11041-art.html</span></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2517"><span style="text-decoration: underline;">http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2517</span></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.kensan.it/articoli/Energia_Solare_Fotovoltaica_Nanosolar.php"><span style="text-decoration: underline;">http://www.kensan.it/articoli/Energia_Solare_Fotovoltaica_Nanosolar.php</span></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.progettomeg.it/ffreddadelgiudice.htm"><span style="text-decoration: underline;">http://www.progettomeg.it/ffreddadelgiudice.htm</span></a><br />
<a target="_blank" href="http://www.lenr-canr.org/acrobat/DeNinnoAexperiment.pdf"><span style="text-decoration: underline;">http://www.lenr-canr.org/acrobat/DeNinnoAexperiment.pdf</span></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.freshtec.it/apropositodi/circuito.asp"><span style="text-decoration: underline;">http://www.freshtec.it/apropositodi/circuito.asp</span></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo412774.shtml"><span style="text-decoration: underline;">http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo412774.shtml</span></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/09/13/casini-riprendere-nucleare"><span style="text-decoration: underline;">http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/09/13/casini-riprendere-nucleare</span></a></li>
</ol>
<p>di Lino Rossi</p>
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		<title>L&#8217;offensiva delatrice</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 19:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Il Riformista&#8221; di Antonio Polito non lo legge nessuno, e infatti non è finanziato perchè sia letto da normali lettori. E&#8217; fatto come un bottettino di informazioni &#8220;riservate&#8221;. E infatti è destinato a portaborse che circondano i politici che contano, cioè che prendono le decisioni. Sono quelli che le decisioni le preparano, le suggeriscono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilriformista.it/grafiche/riformista/images/rif_testa_01_logo.gif" alt="" align="left" /> &#8220;Il Riformista&#8221; di Antonio Polito non lo legge nessuno, e infatti non è finanziato perchè sia letto da normali lettori. E&#8217; fatto come un bottettino di informazioni &#8220;riservate&#8221;. E infatti è destinato a portaborse che circondano i politici che contano, cioè che prendono le decisioni. Sono quelli che le decisioni le preparano, le suggeriscono, le organizzano. Sono anche quelli che poi vengono inseriti nelle liste di collocamento per funzioni tipo quelle che svolgeva Pio Pompa. Infatti giornali come il &#8220;Riformista&#8221; e &#8220;Il Foglio&#8221; sono il posto migliore per preparare quel tipo di &#8220;quadri&#8221;. Scrivono per loro, gli &#8220;insegnano il mestiere&#8221;. Chi meglio di Ferrara e Polito potrebbero insegnare quel mestiere?</p>
<p><span id="more-327"></span><br />
Questa premessa è indispensabile per aiutare a capire le modalità dell&#8217;attacco contro Travaglio. In accoppiata, s&#8217;intende, con Giuseppe D&#8217;Avanzo, che sparava bordate contro De Magistris e la Forleo. dimostrando bene così la scala di valori su cui misura il suo tempo di lavoro: insomma cominciamo dai veri cattivi, poi, per il resto, se avanza tempo&#8230;</p>
<p>Ma torniamo al &#8220;Riformista&#8221;. Hai fatto parlare Travaglio? Adesso ti bastoniamo (per meglio dire: perchè non lo bastonate, voi che dovete prendere prossime decisioni in RAI?). L&#8217;oggetto di tante amorevoli cure è già non più Travaglio (quello l&#8217;hanno già liquidato), bensì&#8230; Fabio Fazio.</p>
<p>Il nostro ben noto cuor di leone dava già fastidio, sebbene facesse di tutto per non dare fastidio proprio a nessuno. Ma la prudenza, neppure la meno temeraria (ed è il caso di Fabio Fazio), non è più gradita. Bisogna leccare gli stivali. Altrimenti ti cacciamo. Povero Fazio, non aveva ancora messo a posto l&#8217;orologio. Il &#8220;Riformista&#8221; invita a epurare anche lui: &#8220;E&#8217; all&#8217;altezza professionale di condurre un&#8217;intervista su un tema così delicato?&#8221;. Come si vede viene già suggerita la motivazione della sentenza con cui gli si toglierà il contratto.</p>
<p>Delazione numero due: chi ha preparato il programma? Tra di loro c&#8217;è Michele Serra, anche lui collaboratore di Repubblica. Domanda velenosa: &#8220;Perchè in tv sempre più spesso il giornalismo è appaltato a bravi presentatori, comici e cabarettisti?&#8221; Fuori dai piedi anche Michele Serra!</p>
<p>Anche lui, negli ultimi tempi, si era fatto tanto moderato da assomigliare al tipico zerbino, ma non ha ancora leccato stivali, e forse non lo farà mai, perchè è persona per bene. Ma è persona che non ha ancora messo a posto l&#8217;orologio. Dunque toglietegli il contratto anche a lui, e in fretta, per favore.</p>
<p>Infine viene Travaglio stesso, delazione numero tre. &#8220;perchè Travaglio scrive (ancora, ndr) su Repubblica?&#8221;. Toglietegli il contratto, anche a lui. E&#8217; il modo migliore per colpirlo, per colpirli, tagliategli i fondi, poi metteteli fuori legge. La lobby dei portaborse, informata dal &#8220;Riformista&#8221; e dal &#8220;Foglio&#8221; è invitata a cominciare la caccia alle streghe (i due &#8220;organi&#8221; lo facevano già prima, ma adesso anche loro hanno messo a posto gli orologi).</p>
<p>Il tutto mentre, sullo sfondo, Berlusconi e Veltroni - perfino più velocemente di quanto avevamo pronosticato - si stanno mettendo d&#8217;accordo su tutto. Questo vale come memento per quelli che hanno votato Veltroni per impedire che arrivasse Berlusconi, che ridere!</p>
<p>di Giulietto Chiesa<br />
Fonte: www.giuliettochiesa.it</p>
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		<title>60 anni dalla nascita di Israele: Il torto storico in Palestina</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 17:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Stato d&#8217;Israele nacque sessant&#8217;anni fa, il 14 maggio 1948. Nei mesi precedenti e successivi a questa dichiarazione, le forze ebraiche cacciarono 750.000 palestinesi dalle loro case. Oltre 500 villaggi furono svuotati della loro popolazione palestinese e gran parte di essi vennero distrutti in modo che gli espulsi non avessero delle case a cui tornare.
Chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://faithpursuit.files.wordpress.com/2007/12/newspaper-israel-is-born.jpg" alt="" height="240" align="left" />Lo Stato d&#8217;Israele nacque sessant&#8217;anni fa, il 14 maggio 1948. Nei mesi precedenti e successivi a questa dichiarazione, le forze ebraiche cacciarono 750.000 palestinesi dalle loro case. Oltre 500 villaggi furono svuotati della loro popolazione palestinese e gran parte di essi vennero distrutti in modo che gli espulsi non avessero delle case a cui tornare.</p>
<p>Chiunque dubiti che una pulizia etnica sia avvenuta su questa scala dovrebbe leggere il libro “The Ethnic Cleansing of Palestine” [“<a target="_blank" href="http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1098">La Pulizia Etnica della Palestina</a>”, Fazi Editore] dello storico israeliano Ilan Pappe. In esso egli descrive il piano “Dalet” (D in ebraico), che stabilì le aree da ripulire e i metodi che le forze sioniste avrebbero dovuto impiegare per compiere la pulizia etnica. Eccone un esempio:</p>
<p><span id="more-326"></span></p>
<div style="margin-left: 25px; margin-right: 25px;">“Queste operazioni possono essere compiute nelle seguenti maniere: o distruggendo i villaggi (appiccando incendi, facendoli esplodere e impiantando delle mine nelle macerie), in particolare quei centri di popolazione che sono difficili da controllare in modo contiguo; o compiendo dei setacciamenti e delle operazioni di controllo secondo le seguenti linee guida: accerchiamento dei villaggi e conduzione di perquisizioni al loro interno. In caso di resistenza le forze armate devono essere annientate e la popolazione espulsa al di fuori dei confini dello stato”.</div>
<p>Il piano fu approvato dalla leadership sionista il 10 marzo 1948 e messo immediatamente in atto.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/booksblog/pappe.jpg" alt="" height="200" align="left" /> Il movimento sionista per la fondazione di una patria in Palestina per gli ebrei ebbe inizio in Europa nel tardo diciannovesimo secolo, quando la Palestina era parte dell&#8217;impero ottomano. Ottenne una forte spinta dalla Dichiarazione di Balfour nel 1917, che affermava che la Gran Bretagna vedeva con favore “la fondazione in Palestina di una patria nazionale [national home] per il popolo ebraico” e che assumeva l&#8217;impegno di utilizzare i suoi “migliori sforzi” per ottenere ciò. La dichiarazione assunse anche l’incompatibile impegno che “nulla dovrà essere fatto che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle esistenti comunità non ebraiche in Palestina”. A quel tempo le “esistenti comunità non ebraiche” costituivano circa il 90% della popolazione.</p>
<p>Durante la prima guerra mondiale, la Gran Bretagna promise anche di riconoscere uno Stato arabo in Medioriente, in cambio dell&#8217;aiuto arabo nel rovesciamento del dominio Ottomano. La Gran Bretagna, però, raggiunse un accordo, in contraddizione, con la Francia - l&#8217;accordo Sykes-Picot - per un controllo congiunto del Medioriente. Perciò, anziché realizzare il promesso Stato arabo, Gran Bretagna e Francia balcanizzarono il Medioriente in una serie di Stati sotto il loro controllo. Alla Gran Bretagna fu garantito un mandato per amministrare la Palestina dalla neonata Lega delle Nazioni. Il mandato incorporava l&#8217;impegno della Dichiarazione di Balfour per una patria in Palestina per gli ebrei.</p>
<p>Sotto il dominio britannico, la colonizzazione ebraica della Palestina accelerò e, per la metà degli anni 30, gli ebrei costituivano circa il 30% della popolazione, in confronto del 10% di vent&#8217;anni prima. Quando divenne evidente l&#8217;estensione illimitata della colonizzazione crebbe l&#8217;opposizione araba che portò alla Rivolta Araba dal 1936 al 1939, in cui vennero uccisi circa 5000 arabi e 400 ebrei.</p>
<p>Nel 1937 la Commissione Peel stabilita dalla Gran Bretagna propose, per la prima volta, la partizione della Palestina e la fondazione di uno Stato ebraico. L&#8217;opposizione araba portò all&#8217;accantonamento della proposta e ad una forte restrizione da parte della Gran Bretagna di ulteriore immigrazione ebraica in Palestina nel 1939. Questa restrizione continuò per tutta la seconda guerra mondiale, in un periodo in cui gli ebrei cercavano disperatamente di sfuggire alla persecuzione nazista in Europa.</p>
<p>Nel 1947 la Gran Bretagna annunciò il suo intento di rinunciare al suo mandato e di ritirarsi dalla Palestina il 15 maggio 1948. Le Nazioni Unite appena formate stabilirono una commissione che raccomandava un altro schema di partizione. Esso fu appoggiato dall&#8217;assemblea generale dell&#8217;Onu con la risoluzione 181 passata il 29 novembre 1947 per 33 voti contro 10, nonostante l&#8217;opposizione degli Stati arabi e dei palestinesi. E’ necessario notare che, a differenza delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu, le risoluzioni dell&#8217;assemblea generale non sono vincolanti per gli Stati membri delle Nazioni Unite.</p>
<p>Il piano di partizione divideva la Palestina in tre parti. Esso fu straordinariamente generoso con gli ebrei, che allora costituivano circa un terzo della popolazione e possedevano meno del 6% della terra totale. Nonostante ciò il piano di partizione assegnava quasi il 56% della terra allo Stato ebraico, in un&#8217;area in cui vi erano circa 500.000 ebrei ma anche 440.000 arabi, e sul 42% della terra più di 800.000 arabi avrebbero dovuto avere uno Stato con una piccola minoranza ebraica (10.000), mentre una piccola area attorno a Gerusalemme doveva essere sotto controllo internazionale.</p>
<p>La leadership sionista accettò pubblicamente il piano di partizione ma con la chiara intenzione di agire contro di esso, comprensibilmente, data l&#8217;impossibilità di stabilire uno Stato realmente ebraico in un&#8217;area in cui circa il 50% della popolazione era araba. Il “trasferimento” degli arabi era necessario allo scopo di stabilire uno Stato ebraico. Questo è ciò che accade nei mesi precedenti e successivi alla dichiarazione dello stato di Israele nel maggio 1948. Il territorio assegnato allo Stato ebraico fu espanso sino ad includere più del 78% della Palestina del mandato britannico e circa 750.000 palestinesi furono espulsi verso il resto della Palestina e gli Stati arabi confinanti, dove essi risiedono tuttora con i loro discendenti. Questo è il modo in cui uno Stato realmente ebraico fu stabilito in Palestina nel 1948.</p>
<div><a target="_blank" href="http://www.friendsofpalestine.org.au/images/Palestine%20Map%20Big.jpg"><img src="http://www.friendsofpalestine.org.au/images/Palestine%20Map%20Big.jpg" alt="" height="300" /></a><br />
[La perdita di terra palestinese dal 1946 al 2000: in bianco la terra di proprietà ebraica (e, dopo il 1948, controllata dallo stato di Israele). In verde le zone palestinesi. Dal 2000 a oggi vi sono state altre espansioni delle colonie in Cisgiordania e un peggioramento della possibilita' di collegamento tra le varie 'enclave' palestinesi della zona, a fronte della sola restituzione delle colonie di Gaza (piccola zona bianca a sud ovest della Gaza raffigurata nella mappa del 2000). Clicca per ingrandire.]</div>
<p>Il trasferimento della popolazione araba fuori dalla Palestina era sull&#8217;agenda del movimento sionista fin da una fase preliminare&#8211;dal momento che la sua presenza ostacolava la fondazione di uno Stato ebraico. Uno dei pensatori liberali del movimento, Leo Motzkin, espresse così la questione nel 1917:</p>
<div style="margin-left: 25px; margin-right: 25px;">“La nostra idea è che la colonizzazione della Palestina deve andare in due direzioni: colonizzazione ebraica in Eretz Israel [il territorio della <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Land_of_Israel">Isreale biblica</a> n.d.t.] e il ricollocamento degli arabi di Eretz Israel al di fuori del paese. Il trasferimento di così tanti arabi potrebbe sembrare, in un primo momento, economicamente inaccettabile, ma è, nondimeno, pratico. Non richiede troppo denaro ricollocare un villaggio palestinese su un altro territorio”. (The Motzkin Book, p 164)</div>
<p>David Ben-Gurion fu il leader del movimento sionista dalla metà degli anni 20, e divenne poi il Primo Ministro di Israele. Il 12 giugno 1938 disse ad un incontro del comitato esecutivo dell&#8217;Agenzia Ebraica [Jewish Agency Executive]:</p>
<p><strong> “Sono per il trasferimento forzato. Non vedo nulla di immorale in ciò.”</strong></p>
<p>Si dovrebbe dire che i leader sionisti non erano i soli a negare ai palestinesi il diritto di vivere sulla terra di Palestina. Il seguente è un estratto dalla testimonianza resa da un famoso personaggio britannico alla commissione Peel nel 1937:</p>
<div style="margin-left: 25px; margin-right: 25px;">“Non sono d&#8217;accordo che il cane nella stalla [i palestinesi] detenga il diritto finale sulla stalla stessa, pur avendo riseduto lì per un tempo molto lungo. Non ammetto questo diritto. Non ammetto che sia stata fatta una grande ingiustizia agli Indiani Rossi [Red Indians] d&#8217;America o ai neri d&#8217;Australia. Non ammetto che sia stata fatta un&#8217;ingiustizia a questi popoli perché una razza più forte, una razza di un grado più alto, una razza più saggia, è arrivata e ha preso il loro posto”.</div>
<p>L&#8217;autore era Winston Churchill. Ai suoi occhi i popoli nativi dell&#8217;America, dell&#8217;Australia e della Palestina erano razze inferiori, il cui “posto” poteva essere preso da razze superiori.</p>
<p>Il progetto sionista non si fermò alla linea dell&#8217;armistizio del 1949, la cosiddetta Linea Verde. A partire dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967, Israele ha occupato il resto della Palestina del mandato britannico - la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, compresa Gerusalemme est - e ha continuato la sua missione di colonizzazione in queste aree. Oggi vi sono circa 500.000 coloni ebrei sul terra araba confiscata nei Territori Occupati.</p>
<p>Israele ha ignorato le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che richiedevano che smettesse di colonizzare i Territori Occupati. La colonizzazione dei territori occupati è contraria alla Quarta Convenzione di Ginevra, articolo 49, il paragrafo sei della quale afferma:</p>
<div style="margin-left: 25px; margin-right: 25px;">“La Potenza Occupante non deve deportare o trasferire parte della sua popolazione civile nei territori che occupa”</div>
<p>Vergognosamente il Consiglio di Sicurezza non ha intrapreso alcuna azione costrittiva - sanzioni economiche, ad esempio - per costringere Israele ad implementare queste risoluzioni. Ciò è in assoluto contrasto con le azioni del Consiglio di Sicurezza nei confronti di, per esempio, Iraq e Iran.</p>
<p>(Israele è in violazione di più di 30 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che richiedono azioni da parte di Israele solamente. Per esempio le risoluzioni 252, 267, 271 e 298 che richiedono che annulli la sua annessione di Gerusalemme est, la risoluzione 487 che chiede che ponga i suoi stabilimenti nucleari sotto la supervisione della IAEA, la risoluzione 497 che chiede che Israele annulli la sua annessione delle alture del Golan che appartengono alla Siria, così come delle risoluzioni 446, 452 e 465 che chiedono che fermi la costruzione degli insediamenti. Il Consiglio di Sicurezza non ha intrapreso alcuna azione costrittiva per nessuna di queste).</p>
<p>La colonizzazione sionista della Palestina, intrapresa con l&#8217;appoggio dell&#8217;Occidente, ha portato sofferenze senza fine alla popolazione araba della Palestina e l’ha privata della possibilità di godere della propria terra. Se non fosse stato per la colonizzazione sionista non ci sarebbe alcun conflitto in Palestina. Eppure, incredibilmente, i colonizzatori sono costantemente ritratti dei media occidentali come vittime di un’aggressione palestinese.</p>
<p>Un accordo in Palestina richiedere che si riconosca che è stata compiuta un&#8217;ingiustizia storica nei confronti della popolazione araba della Palestina, e che deve essere compiuta un&#8217;appropriata compensazione.</p>
<div><img src="http://www.hanini.org/images/52.jpg" alt="" height="300" /></p>
<p><img src="http://www.hanini.org/images/ref2.jpg" alt="" height="300" /></p>
<p><img src="http://www.hanini.org/images/82.jpg" alt="" height="300" /><br />
[Immagini della “Nakba” (catastrofe), come i palestinesi chiamano l’esodo causato dalla pulizia etnica sionista del 1947-1948: un bambino in fuga da un villaggio distrutto, donna palestinese in uno dei tanti campi, l'interno di un rifugio per i profughi. Immagini tratte dal sito <a target="_blank" href="http://www.hanini.org/Al-Nakbagallery.html">Hanini.org</a>]</div>
<p>DI DAVID MORRISON<br />
<em>Titolo originale: &#8221; The historic wrong in of Palestine&#8221;</em><br />
Fonte: http://www.village.ie/</p>
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		<title>Le transazioni finanziarie internazionali sotto controllo americano</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 14:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Come nell&#8217;accordo sulla sorveglianza dei passeggeri europei, firmato nel giugno 2007, tra l&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti, questo nuovo &#8220;accordo&#8221; sul controllo delle transazioni finanziarie, rende legittima una situazione creata di fatto dagli USA. Nei due casi l&#8217;amministrazione americana si era impossessata illegalmente dei dati personali dei cittadini europei, prima che l&#8217;Unione gli riconoscesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.quintessenz.at/kampaigns/swift/swift_zahlschein3.gif" alt="" align="left" />Come nell&#8217;accordo sulla sorveglianza dei passeggeri europei, firmato nel giugno 2007, tra l&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti, questo nuovo &#8220;accordo&#8221; sul controllo delle transazioni finanziarie, rende legittima una situazione creata di fatto dagli USA. Nei due casi l&#8217;amministrazione americana si era impossessata illegalmente dei dati personali dei cittadini europei, prima che l&#8217;Unione gli riconoscesse questo diritto e modificasse apposta il suo ordine giuridico.</p>
<p>Il 23 giugno, il &#8220;New York Times&#8221; ha rivelato l&#8217;installazione, da parte della CIA, di un programma di sorveglianza delle transazioni finanziare internazionali. Il giornale ha messo in luce il fatto che la società belga Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Communication) ha trasmesso al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, dopo gli attentati dell&#8217;11 settembre, decine di milioni di dati confidenziali riguardanti le operazioni dei suoi clienti.</p>
<p><span id="more-325"></span></p>
<p>Swift, società americana di diritto belga, gestisce gli scambi internazionali di circa ottomila istituzioni finanziarie situate in 208 paesi. Essa assicura il trasferimento di dati relativi ai pagamenti o ai titoli, comprese le transazioni internazionali in divise, ma non fa transitare denaro.</p>
<p>I dati scambiati vengono memorizzati su alcuni server. Uno situato in Europa, l&#8217;altro negli Stati Uniti. Ciascuno contiene l&#8217;insieme di tutti i dati. I messaggi interbancari, scambiati sulla rete Swift, contengono dati a carattere personale protetti dai diritti belgi ed europei.</p>
<p>Questa società è sottoposta anche alla legge statunitense, per via della localizzazione del suo secondo server sul suolo degli Stati Uniti. Così la società ha scelto di violare il diritto europeo, allo scopo di sottomettersi alle ingiunzioni dell&#8217;esecutivo americano. Malgrado la constatazione di multiple violazioni dei diritti belgi e comunitari, le autorità belghe si sono rifiutate di perseguire la società Swift.</p>
<p>Ricordiamo che il sistema Echelon e il programma di sorveglianza della NSA permettono di appropriarsi di informazioni elettroniche, tra cui i dati Swift FIN, in tempo reale. La loro lettura è ancora più facile se si pensa che i sistemi di criptaggio DES, 3DES e AES, dei dati relativi alle transazioni mondiali tra banche, sono tutti e tre degli standard americani brevettati negli USA. L&#8217;esecutivo degli Stati Uniti si fa quindi consegnare dei dati che già possiede o che può facilmente ottenere. Il fatto di obbligare le società private a violare il diritto europeo, così come spingere le autorità politiche di questo continente a trasformare la loro legalità allo scopo di autorizzare questa cattura, è il gioco principale delle esigenze americane. Per l&#8217;esecutivo degli Stati Uniti non si tratta solamente d&#8217;installare un sistema di controllo in tempo reale delle transazioni finanziarie internazionali, ma soprattutto di farlo legittimare.</p>
<p>La cessazione dei trasferimenti verso le dogane americane non è mai stata prevista. La trasmissione delle informazioni non è d&#8217;altre parte finita dopo la rivelazione della faccenda. Per conformarsi formalmente alla direttiva europea di protezione dei dati, Swift ha aderito nel 2007 ai principi di Safe Harbor, il quale &#8220;garantisce &#8221; che i dati immagazzinati nel server americano siano protetti da alcune norme analoghe a quelle in vigore nell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>L&#8217;adesione ai principi di Safe Harbor procede tramite autocertificazione della società aderente, che dovrebbe fornire delle garanzie sulle possibilità di contestazione presso le autorità indipendenti. Ma la qualità d&#8217;indipendenza di queste autorità è poco definita. Il Safe Harbor lascia la persona interessata abbandonata a se stessa. Sta a lei verificare la situazione di conformità dell&#8217;organismo americano che tratta i dati, sta a lei trovare e convocare l&#8217;autorità indipendente di controllo adatta a studiare il suo caso. Se, nonostante tutti questi ostacoli, una persona o un’impresa hanno la possibilità di poter constatare una trasgressione alla procedura e hanno inoltre la capacità di avviare delle ricerche, l&#8217;amministrazione americana può ancora invocare la nozione di &#8220;segreto di Stato&#8221; allo scopo d&#8217;impedire ogni azione giudiziaria.</p>
<p>Quanto alla parte dell&#8217; &#8220;accordo&#8221; del giugno 2007, quello che autorizza il possesso dei dati personali da parte degli USA, esso porta ad un impegno unilaterale degli Stati Uniti. Non si tratta dunque di un accordo bilaterale, come desiderava il Parlamento Europeo, ma di un testo il cui contenuto non ha bisogno dell&#8217;accordo delle due parti per poter essere modificato. L&#8217;amministrazione degli Stati Uniti ha la possibilità, senza assenso né consultazione dell&#8217;altra parte, di modificare i suoi impegni secondo l&#8217;evoluzione della legislazione americana o secondo la sua volontà di emettere delle nuove esigenze.</p>
<p>Il Dipartimento del Tesoro dà delle garanzie puramente formali quanto all&#8217;utilizzazione dei dati. S&#8217;impegna a utilizzarli o a scambiarli con altre agenzie o con paesi terzi, esclusivamente per lottare contro il terrorismo. Ciononostante la definizione di terrorismo è così larga ch&#8217;essa può essere applicata a qualsiasi persona o organizzazione presa di mira dall&#8217;amministrazione.</p>
<p>I dati stagnanti non saranno conservati più di cinque anni dalla loro ricezione. Questo lascia molto tempo alle agenzie americane per utilizzarli secondo i loro propri comodi.</p>
<p>Come garanzia del rispetto della confidenzialità delle informazioni, la parte americana insiste sull&#8217;esistenza di numerosi livelli indipendenti di controllo. Il testo menziona &#8220;altre amministrazioni officiali indipendenti&#8221;, così come uno &#8220;studio di audit indipendente&#8221;. Che un&#8217;amministrazione sia considerata come un&#8217;istituzione indipendente da un&#8217;altra amministrazione dello stesso Stato dice già molto sulla formalità di questa autonomia. La stessa considerazione può essere fatta per ciò che riguarda l&#8217;audit indipendente. Così, quando il caso Swift è scoppiato nel giugno 2006, il governo americano aveva già dichiarato che non c&#8217;era stato nessun abuso nell&#8217;utilizzazione dei dati, visto che l&#8217;accesso a questi era controllato da una società privata &#8220;esterna&#8221;, il gruppo Booz Allen. Quest&#8217;ultima è una delle più importanti società sotto contratto con il governo americano. L&#8217;inter-penetrazione tra pubblico e privato è organica. Che una tale società possa essere presentata come indipendente dal potere esecutivo degli Stati Uniti la dice lunga sulla solidità delle garanzie ottenute dai negoziatori europei.</p>
<p>Questo recente &#8220;accordo&#8221; rivela l&#8217;esistenza di una struttura politica imperiale, nella quale l&#8217;esecutivo americano occupa il posto d&#8217;onore e le istituzioni europee una semplice funzione di legittimazione nei confronti delle loro popolazioni. Infatti non si tratta di un accordo tra due potenze sovrane. Non esiste che una sola parte, l&#8217;amministrazione degli USA, che riafferma il suo diritto di disporre dei dati personali degli europei. In cambio, in un percorso unilaterale, concede delle &#8220;garanzie&#8221; formali che può unilateralmente modificare o sopprimere. L&#8217;esecutivo americano esercita così direttamente la sua sovranità sulle popolazioni dei due lati dell&#8217;Atlantico.</p>
<p>Jean-Claude Paye, sociologo in Belgio, è autore delle opere <em>La fin de l&#8217;Etat de droit, La dispute 2004, et Global War on Liberty</em>, TelosPress 2007</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>A partire dal giugno 2007 era previsto che i dati Swift inter-europei non fossero più trasferiti agli Stati Uniti, ma su un secondo server europeo. A fine marzo del 2008 dei rappresentanti della società Swift hanno lasciato intendere che questo sarà situato nella regione di Zurigo e sarà operazionale alla fine del 2009. Questa nuova procedura è più conforme alla decisione-direttiva europea sulla protezione dei dati personali che i principi di Safe Harbor. Ciononostante la decisione-direttiva prevede delle eccezioni in materia polizia-giustizia e lascia la porta aperta all&#8217;accesso delle autorità americane ai dati finanziari di competenza europea. L&#8217;&#8221;accordo&#8221; dovrà semplicemente essere adattato Questo è evolutivo. E&#8217; costruito in modo da poter rispondere permanentemente alle nuove esigenze americane.</p>
<p>Ricordiamo che, per ciò che riguarda i dati dei passeggeri aerei, le dogane americane hanno direttamente accesso ai terminali delle compagnie situate su suolo europeo. Che questo avvenga tramite questo sistema o, più probabilmente, tramite determinate ingiunzioni, le autorità americane continueranno a farsi trasmettere dati finanziari europei. Che sarebbe poi l&#8217;obiettivo fondamentale di questo affare.</p>
<p>Jean-Claude Paye<br />
Horizons et débats No 17, 2008<br />
Fonte : www.mondialisation.ca</p>
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		<title>Mr God, I suppose&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 10:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[“E’ così che a forza di correr dietro a quelle immagini, io le raggiunsi. Ora so di averle inventate. Ma inventare è una creazione, non già una menzogna”.
(Italo Svevo, La coscienza di Zeno)
La prima cosa che mi viene da dire sull’analisi fatta da Marco Travaglio a “Che tempo che fa” sulla situazione politica e dell’informazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Maggio-2008/vignetta.gif" alt="" align="left" /><em>“E’ così che a forza di correr dietro a quelle immagini, io le raggiunsi. Ora so di averle inventate. Ma inventare è una creazione, non già una menzogna”.</em><br />
(Italo Svevo, La coscienza di Zeno)</p>
<p>La prima cosa che mi viene da dire sull’analisi fatta da Marco Travaglio a “Che tempo che fa” sulla situazione politica e dell’informazione in Italia è: Travaglio è Dio. Non è un complimento e nemmeno un modo di dire. E’ una banale constatazione del settore di attività in cui si è trovato a operare l’altro giorno, per circa mezz’ora, il simpatico giornalista. “Quante querele hai ricevuto per il tuo nuovo libro?”, gli ha chiesto Fazio. “Nemmeno una, perché chi querela non legge libri. In televisione, invece, basta che li nomini”. Le collusioni di Schifani con Nino Mandalà, futuro boss di Villabate, erano state descritte nel dettaglio nel nuovo libro di Travaglio e Gomez “Se li conosci li eviti” (ed. Chiarelettere, € 14,60), senza che questo provocasse non dico il putiferio istituzional-mediatico visto negli ultimi giorni, ma neppure una sommessa protesta. Travaglio aveva scritto, tra l’altro:</p>
<p><em>“Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonino Mandalà con [Enrico] La Loggia. L’operazione avrebbe previsto l’assegnazione dell’incarico ad un loro progettista di fiducia, l’ingegner Guzzardo, e l’incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate”.</p>
<p></em><span id="more-324"></span></p>
<p>Le stesse cose aveva detto Lirio Abbate, giornalista che oggi vive sotto scorta, senza che foglia mediatico-istituzionale si muovesse. Il motivo è evidente. Quanti di voi erano al corrente dei trascorsi di Schifani con Mandalà &amp; C. prima che Travaglio ne parlasse in diretta TV? Quanti si erano presi la briga di leggersi da cima a fondo il pesante tomo di Travaglio-Gomez o gli articoli di Abbate? Il giornalismo scritto non impensierisce il potere. Pochi in Italia leggono e quei pochi, prima di accettare per buono ciò che hanno appreso, aspettano che sia la TV a darne conferma. La TV è l’auctoritas certificatrice della realtà, è il tasto che invia il bias di conferma alle nostre coscienze titubanti. La nostra percezione del mondo non dipende da ciò che apprendiamo, vediamo o leggiamo come singoli, ma dall’avallo fornito alla nostra esperienza dalla comunità in cui viviamo. Se tutto il condominio dice che la signora del terzo piano tradisce il marito, questa è la realtà, e non conta nulla che la signora in questione sappia, dentro di sé, di essere uno specchio di fedeltà. Se vuole rendere “realtà” la sua virtù, dovrà trovare una comunità di riferimento più ampia che la certifichi, o rassegnarsi non alla “nomea”, ma alla concretezza della propria infedeltà. Perché, se non lo si fosse capito, la realtà non è altro che un’opinione condivisa. Quando una comunità non sa che pesci prendere riguardo la “realtà” di una determinata questione, rimette ad un’auctoritas - considerata attendibile per tacito accordo da tutti i membri, sia pure con diversi gradi di fiducia - la decisione su ciò che è o non è reale. La funzione di “auctoritas” – funzione demiurgica e letteralmente generatrice del mondo – è stata assegnata dalle comunità umane a diversi soggetti nel corso della storia. Il sacerdote, il sovrano, la Chiesa, la stampa, la radio e infine la TV. Se la TV dice che gli uomini vanno a passeggio sulla Luna e che il mondo è minacciato da un non meglio definito “terrorismo”, c’è poco da fare: è questa la realtà, almeno fino a quando a una nuova auctoritas, più agguerrita e stimata, non verrà conferito il mandato di scalzare la precedente. Il prossimo passaggio di consegne potrebbe essere quello (lo dico toccando ferro) tra la TV e internet, mutazione apocalittica che avrebbe l’immenso vantaggio di restituire il potere di controllo sulla realtà ad ampie collettività umane interattive, anziché lasciarlo nelle mani di una ristrettissima casta di sacerdoti dell’etere. Ma per ora ciò che passa il convento è la realtà ristretta, asfittica, miserabile dei “reality show” (cioè “auctoritates” che conferiscono lo status di “reality” al lato più bieco e osceno della natura umana) e dei “programmi d’informazione” (cioè programmi che impongono alle collettività umane versioni di realtà via via differenti, a seconda del ghiribizzo e delle contingenti esigenze di potere della casta demiurgica).</p>
<p><img src="http://www.tuttotrading.it/granditemi/elezioni/080412seliconoscilieviti.jpg" alt="" align="right" /> Trascinandola in TV, Travaglio ha donato alla malandrineria di Schifani il soffio della vita. La collusione intrallazziera e canagliesca della seconda carica dello Stato, sospesa fino a ieri nel limbo dell’irrealtà, tra luce ed ombra, è oggi una realtà che vive, respira e cammina tra di noi. Schifani e i suoi protettori di destra e di sinistra non possono più sopprimere questa sgradevole creatura senza prima avere accesso alla fucina catodica da cui ha origine il mondo che vediamo. E’ per questo che invocano piagnucolando il “contraddittorio”. E’ per questo che s’incazzano.<br />
v Prima che ci arrivassero anche Ungaretti e Heidegger, già i maghi della remota antichità avevano capito che la realtà è un atto di nominazione. Esiste solo ciò che possiede un nome, ciò che non siamo in grado di nominare non siamo neppure in grado di pensarlo, tantomeno di vederlo. Nella parola risiede – e vi giuro che non è soltanto una contorta elucubrazione filosofica – il potere della creazione. “In principio era il Verbo ed il Verbo era Dio”. E’ per questo che ogni impoverimento del lessico è anche – letteralmente – un evento di rarefazione della realtà. E’ per questo che il potere catodico punta alla devastazione culturale e all’impoverimento espressivo. Una realtà rarefatta è più facilmente controllabile. Ciò che non ha un nome, non esiste. Viceversa, la creazione di una parola, la nominazione, è sempre creazione di una nuova realtà materiale. Ungaretti portava alla luce, con poesie fatte di brevissimi e intensi atti di nominazione, realtà immense che sembravano emergere dal nulla della pagina bianca. Gadda, che nella “Meditazione milanese” si riproponeva di indagare il meccanismo di funzionamento della realtà, creò a questo scopo il suo lessico immenso, barocco, sperimentale che genera ancora oggi potenti emicranie negli studenti di letteratura. Quel che Ungaretti, Gadda, Heidegger non avevano capito (ma che gli antichi sciamani già sapevano benissimo) è che la nominazione generatrice non va compiuta in un luogo qualsiasi, ma in un luogo magico o sacro, da ministri del culto che abbiano il privilegio di accedervi. Travaglio, a “Che tempo che fa”, era uno di quei sacerdoti in uno di quei luoghi. In TV, come lui stesso ha detto, “basta la nomination”, ed ecco che le collusioni mafiose e le soperchierie dei potenti emergono dalla prigione del nulla in cui il silenzio sacerdotale le aveva relegate, prendono vita e fuggono, nude come vermi e piene di vergogna, a nascondersi nel mondo degli uomini.</p>
<p>L’intervento di Travaglio-Dio, su uno sfondo di cielo azzurro solcato dalle nuvole d’inquietante valore simbolico, è stato così produttivo sul piano della modellazione cosmica da rivelare la pochezza degli stessi sacerdoti mediatici, scatenandone l’ira. Non credo si tratti soltanto di preoccupazione per le possibili ritorsioni dei loro protettori politici. E’ invidia. Fazio si è dissociato dalle creature generate nel corso del suo rito, terrorizzato e umiliato dall’idea di aver perso il controllo sulla celebrazione. Curzi ha accusato Travaglio di “voler creare un altro scandalo”, cioè di volersi sostituire a Curzi nell’opera di creazione quotidiana di mostri da sbattere in prima pagina. Sacrilegio! Claudio Cappon ha definito “deprecabile e ingiustificabile” il comportamento di Travaglio, recatosi alla liturgia della creazione per assistervi e finendo, invece, per celebrarla. I decrepiti lucumoni se la fanno addosso al pensiero di essere presto rimpiazzati da divinità più fantasiose e fertili di loro.</p>
<p>“La gerarchia delle notizie”, ha spiegato Travaglio, “la decidono i politici. Intanto perché comandano sulla televisione. Stanno cercando di far fuori Anno Zero mettendo insieme Consiglio d’Amministrazione, Commissione di Vigilanza e Authority. Sono tre organismi politici che tappano la libertà d’informazione&#8230; i giornalisti lo sanno e si regolano di conseguenza. La notizia diventa tale quando i politici iniziano a parlare di quella notizia. L’ANSA dirama quaranta esternazioni dei politici e quella diventa una notizia”. E’ la rivelazione al volgo del sommo segreto rituale, fatta dagli stessi gradini del tempio. Suprema empietà, non tanto per i contenuti – già trattati fino alla noia dai siti internet di mezzo mondo – quanto per il luogo in cui è stata compiuta, un luogo di potere negromantico che ha trasformato in realtà viva e scalciante ciò che prima era solo una lamentevole tiritera da blogger segaioli.<br />
E ancora: “Il commissariato alla monnezza di Napoli non serve a smaltire la monnezza, ma a smaltire rifiuti tossici politici; non sapendo dove metterli, li si manda lì”.</p>
<p>“Il clima politico induce a un rapporto, diciamo, di distensione tra l’opposizione e la maggioranza. Non si può scrivere che Schifani ha avuto delle amicizie con i mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra”. I lettori di questo e altri blog avranno sentito dire queste cose fino a farsele uscire dalle orecchie e non riusciranno a coglierne, per assuefazione, la valenza sovvertitrice. Ma noi blogger non siamo (per ora) Dio e non abbiamo accesso al tempio della creazione. Travaglio sì. Le parole pronunciate durante la funzione televisiva hanno preso vita, generato nuovi pensieri in milioni di fedeli, corrotto le fondamenta stesse dell’autorità della casta sacerdotale, originato nuove realtà. Hanno scatenato il panico tra i sacerdoti strappando dalle loro mani il monopolio della creazione del mondo. Nessun tardivo anatema potrà porvi rimedio. Tanto più – e qui un blogger fa fatica a non sprofondare negli abissi della superbia – che l’opera demiurgica di Travaglio è stata largamente ispirata dalle discussioni politiche su internet e sempre da esse ha ricevuto avallo, diffusione e legittimazione. I blogger non saranno déi, né preti, ma rivestono già il ruolo di ispiratori e propagandisti della divinità. Non saremo Dio, ma siamo in missione per conto di Dio. Ahò, scusate se è poco.</p>
<p>di Gianluca Freda<br />
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/</p>
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		<title>La Nobiltà   Nera</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 08:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Prima di addentrarsi di più nel &#8220;grande quadro&#8221;,         dobbiamo fare una piccola deviazione per rendere le cose un po&#8217; più         chiare.
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Prima di addentrarsi di più nel &#8220;grande quadro&#8221;,         dobbiamo fare una piccola deviazione per rendere le cose un po&#8217; più         chiare.<br />
Debbo ringraziare l&#8217;ex agente del MI6, il dott John Coleman, che ha         condotto una ricerca straordinaria, per le seguenti informazioni. Lui è         l’unico che abbia mai scritto qualcosa in inglese sulla &#8220;Nobiltà         Nera&#8221;, e nel continente americano è un pioniere in questa ricerca.         Ho incontrato il dott. Coleman personalmente, e posso dire che è         sincero nella sua intenzione. Ma, sicuramente non sta rivelando tutto,         come faccio io, per il semplice motivo che non vogliamo perdere le         nostre teste.<br />
Il dott. Coleman ci racconta la storia di un termine che non troverete         in nessun libro o dizionario corrente: &#8220;La Nobiltà Nera&#8221;. Sono le famiglie delle oligarchie di Venezia e di Genova, che         avevano dei diritti di commercio privilegiati nel dodicesimo secolo.</p>
<p></span><span id="more-323"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il dott. Coleman dice:<br />
&#8220;<em>La prima delle tre crociate,         dal 1063 al 1123, instaurò il potere della Nobiltà Nera veneziana, e         rafforzò il potere della ricca classe dirigente. L’aristocrazia della         Nobiltà Nera ottenne il potere assoluto su Venezia nel 1171, quando la         nomina del doge fu trasferita a quello che fu conosciuto come il Gran         Consiglio. Esso comprendeva i membri dell&#8217;aristocrazia commerciale, e ciò         fu un totale trionfo per loro. Da allora, Venezia restò nelle loro         mani, ma il potere e l&#8217;influenza della Nobiltà Nera veneziana estende         ben oltre i suoi confini, e oggi, nel 1986, è sentito in ogni angolo         del globo. Nel          1204, l         &#8216;oligarchia distribuì delle enclaves feudali ai suoi membri, e da         allora iniziò la grande crescita del suo potere e della pressione finché         il governo non diventò una corporazione chiusa formata dalle più         potenti famiglie della Nobiltà Nera</em>.&#8221; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Nobiltà Nera</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> si guadagnò il suo titolo facendo dei brutti scherzi,         cosicché, quando la popolazione si ribellò contro i monopoli nel         governo, come ovunque, i leaders della sommossa furono presto catturati         ed impiccati brutalmente. Adoperano l&#8217;assassinio nascosto. l&#8217;omicidio il         sequestro e lo stupro, mandano in rovina dei cittadini o delle imprese         ostili<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Allora, chi         sono queste famiglie?<br />
Le più importanti sono: </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"><span><strong> </strong> </span><strong> la Casa         di Guelfo (Inghilterra)<br />
<span> </span> la Casa         di Wettin (Belgio)<br />
<span> </span> la Casa         di Bernadotte (Svezia)<br />
<span> </span> la Casa         di Liechtenstein (Liechtenstein)<br />
<span> </span> la Casa         di Oldenburg (Danimarca)<br />
<span> </span> la Casa         di Hohenzollem (Germania)<br />
<span> </span> la Casa         di Hannover (Germania)<br />
<span> </span> la Casa         di Borbone (Francia)<br />
<span> </span> la Casa         di Orange (Olanda)<br />
<span> </span> la Casa         di Grimaldi (Monaco)<br />
<span> </span> la Casa         di Wittelsbach (Germania)<br />
<span> </span> la Casa         di Braganza (Portogallo)<br />
<span> </span> la Casa         di Nassau (Lussemburgo)<br />
<span> </span> la Casa         di Asburgo (Austria)<br />
<span> </span> la Casa         di Savoia (Italia)<br />
<span> </span> la Casa         di Karadjordjevic (Yugoslavia)<br />
<span> </span> la Casa         di Wurttenberg (Germania)<br />
<span> </span> la Casa         di Zogu (Albania) </strong> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">come         pure quelle famiglie che si trovano nell’albero genealogico dei         Windsor<span> </span><br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">(“<em>Black         Nobilita Unmasked Worldwide</em>&#8220;, dott. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">John Coleman, 1985) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Tutte le famiglie dell&#8217;elenco sono imparentate con          la Casa         di Guelfo, una delle famiglie originarie della Nobiltà Nera di Venezia,         da cui discende          la Casa         di Windsor, e quindi l&#8217;attuale Regina d&#8217;Inghilterra, Elisabetta II. I         Guelfi si sono talmente intrecciati con l&#8217;aristocrazia tedesca         attraverso          la Casa         di Hannover, che ci vorrebbero varie pagine per citare tutti i loro         legami. Come potete vedere in quest&#8217;albero genealogico, quasi tutte le         case reali europei discendono dalla Casa di Hannover, e di conseguenza         dalla Casa di Guelfo -          La Nobiltà Nera.<br />
Il re inglese Hannoveriano, Giorgio I, venne dal Ducato di Luneberg, una         parte della Germania settentrionale, che fu governata dalla famiglia dei         Guelfi fin dal dodicesimo secolo. </span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><a target="_blank" href="http://www.disinformazione.it/images/windsor_family.JPG" target="_blank"><img src="http://www.disinformazione.it/images/windsor_family2.jpg" border="0" alt="" width="283" height="181" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Oggi i Guelfi mantengono il potere con il controllo del mercato delle         materie prime. Per anni, hanno fissato il prezzo dell&#8217;oro, un articolo         che non producono né possiedono per conto proprio.<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Casa</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> di Windsor controlla         anche il prezzo del rame, dello zinco, del piombo e dello stagno. E come         vedrete, non è un fatto casuale che le principali borse merci si         trovino a Londra.<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Le Società controllate dalle famiglie della Nobiltà Nera         sono          la British Petrolcum         , l&#8217;Oppenheimer,          la Lonrho         ,          la Philbro         ed altri.<br />
Un&#8217;altra famiglia della Nobiltà Nera è il Grosvenor in Inghilterra.         Per secoli, questa famiglia visse, come la maggior parte delle famiglie         reali europee, con i canoni delle terre cedute in proprietà di         superficie. Oggi, questa famiglia possiede almeno          300 acri         (1.213.800 mq) nel centro di Londra!<br />
Le proprietà non sono mai state vendute, ma sono date in affitto con un         contratto di locazione per 39 anni - il canone delle terre nel medioevo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Grosvenor Square, dove si trova l&#8217;ambasciata americana,         appartiene alla famiglia Grosvenor, come pure Eaton Square. Nell&#8217;Eaton         Square, gli appartamenti sono affittati a £ 25.000 al mese, e l&#8217;importo         non comprende le spese di manutenzione. Queste cifre vi daranno un&#8217;idea         del patrimonio immenso che le famiglie della Nobiltà Nera raccolgono         dai canoni d&#8217;affitto, e perché le famiglie come i Windsor non sono         affatto interessate al progresso industriale con la popolazione         addizionale che mantiene.<br />
Questa è l&#8217;unica ragione per cui queste famiglie &#8220;nobili&#8221;         sono dietro alla maggior parte, se non a tutti, i movimenti         ambientalisti del mondo, che in definitiva mirano in modo velato a         ridurre l&#8217;aumento della popolazione.<br />
Il principe Filippo ed il principe Carlo sono i simboli più in vista di         questi movimenti, ed ambedue hanno parlato spesso con una totale         insensibilità del bisogno di liberare il mondo di persone non         desiderate. (&#8221;Black Nobility Unmasked Worldwide&#8221;, dott. John         Coleman) </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Ma perché vi parlo della Nobiltà Nera?<br />
Perché sono i fondatori della società segreta dei nostri tempi da cui         nascono tutte le altre che sono legate agli Illuminati - il         &#8220;Comitato dei 300&#8243;. Come vi farò vedere, il Club di Roma, il         CFR, il RIIA, i Bilderberg, le Nazioni Unite,          la Tavola Rotonda         &#8230; tutti nascono dal &#8220;Comitato dei 300&#8243;, e quindi, dalle         famiglie della Nobiltà Nera europea.<br />
Bene, e ora veniamo al punto più importante. Il dott. Coleman ha avuto         perfettamente ragione fino adesso. Lui pensa che          la Nobiltà Nera         europea sia la causa di tutto quel che non va.<br />
Però, almeno dal 17° secolo, ogni casa reale europea in assoluto è         stata infiltrata dagli ebrei.<br />
Consideriamo il principe Carlo! Vi renderete conto di chi erano i suoi         antenati.<br />
</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Casa</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> di Hannover sembra         essere tedesca, ma è ebrea. Anche          la Casa         di Asburgo. Allora, non furono in realtà i tedeschi che s&#8217;impadronirono         del trono britannico. Brillante, non è vero? (Le fonti: &#8220;Serni         Goter&#8221; di Philip Stauff e &#8220;Judenblut im deutschen Adel&#8221;         (Sangue ebrea nella Nobiltà tedesca) di Otto Fúrst von Battailler).<br />
</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">La Nobiltà Nera</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"> europea ha la collaborazione delle famiglie americane come         i Harriman ed i McGeorge Bundy </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;">Una         lista delle principali organizzazioni note degli Illuminati </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Consiglio dei         Tredici<br />
</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&#8220;<em>Il Grande         Consiglio dei Druidi - i tredici grandi druidi formano il sacerdozio dei         Rothschild</em>&#8221; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Consiglio dei         Trentatrè<br />
</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">&#8220;<em>Vi si trovano i         più importanti frammassoni del mondo politico, economico e religioso.         Essi sono l&#8217;élite dal ‘Comitato dei Trecento’.</em>&#8221; (Così         sostengono Todd e Coralf). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il Comitato dei         Trecento<br />
</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Fu fondato dalla Nobiltà Nera nel 1729 mediante          la BEIC         (British East India Company,          la Compagnia         delle Indie) per occuparsi dell&#8217;attività bancaria internazionale, dei         problemi legati al commercio e per sostenere il traffico dell&#8217;oppio.         E’ controllato dalla Corona britannica.<br />
Comprende l&#8217;intero sistema bancario mondiale e i più importanti         rappresentanti delle nazioni occidentali. Tutti le banche sono collegate         ai Rothschild attraverso il &#8220;Comitato dei Trecento&#8221;.<br />
Tutte le organizzazioni elencate nelle pagine seguenti sono state         &#8220;create&#8221; dal Comitato dei Trecento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Il dott. John Coleman pubblicò nel suo libro &#8220;Conspirators&#8217;         Hierarchy: The Committee of 300&#8243; i nomi di 209 organizzazioni, 125         banche e 341 membri passati e presenti del comitato dei quali ve ne         elencherò soltanto alcuni: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">Balfour,         Arthur<br />
Brandt, Willy<br />
Bulwer-Lytton, Edward (l&#8217;autore di &#8220;The Coming Race&#8221;)<br />
Bundy, McGeorge<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">Bush, George<br />
Carrington, Lord<br />
Chamberlain, Huston Stewart<br />
Constanti, Casa di Orange<br />
Delano, famiglia. Frederic Delano fu membro del consiglio         d&#8217;amministrazione della Federal Reserve<br />
Drake, Sir Francis<br />
Du Pont, famiglia<br />
Forbes, John M.<br />
Federico IX, re di Danimarca<br />
George, Lloyd<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">Grey,         Sir Edward<br />
Haig, Sir Douglas<br />
Harriman, Averill<br />
Holienzollern, Casa di<br />
House, colonnello Edward Mandell<br />
Inchicape, Lord<br />
Kissinger, Henry<br />
Lever, Sir Harold<br />
Lippmann, Walter<br />
Lockhart, Bruce<br />
Loudon, Sir John<br />
Mazzini, Giuseppe<br />
Mellon, Andrew<br />
Milner Lord Alfred<br />
Mitterand, Frangois<br />
Morgan, JP<br />
Norman, Montague<br />
Oppenheimer, Sir Henry<br />
Palme, Olof<br />
la principessa Beatrix<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">la regina Elisabetta II<br />
la regina Giuliana<br />
</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">Rainier</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">,         il principe<br />
Retinger, Joseph<br />
Rhodes, Cecil<br />
Rockefeller, David<br />
Rothmere, Lord<br />
Rothschild, il barone                   Edmond                  de<br />
Shultz, George<br />
Spellman, il cardinale<br />
Thyssen-Bornemisza, il barone Hans Heinrich<br />
Vanderbilt, la famiglia<br />
</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">von Finck</span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">,                  il </span> <span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB"> barone August<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;" lang="EN-GB">von         Habsburg, Otto<br />
von Thurn und Taxis, Max<br />
Warburg, S.G.<br />
Warren, Earl<br />
Young, Owen </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;">(fin qui, il dott. Coleman)<br />
Le altre logge degli Illuminati bavaresi sono già state citate nel         testo.</p>
<p></span><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: x-small;">Tratto da         &#8220;Le Società segrete e il loro potere nel Ventesimo secolo&#8221;,         Jan van Helsing, 1995</span></span></p>
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		<title>Il &#8220;compagno&#8221; Tremonti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 19:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Succede, ad un tratto, che le rappresentazioni del mondo con le quali pretendevamo di ricostruire la realtà nella nostra testa non ci spieghino più nulla di quello che avviene sotto i nostri occhi.
A dir la verità, non proprio di una cosa di oggi si tratta, in quanto sono ormai “secoli” che andiamo sostenendo l’inservibilità della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left;"><span class="content"><img src="http://img160.imageshack.us/img160/5429/tremonti4vz.jpg" alt="" align="left" /></span><span class="postbody">Succede, ad un tratto, che le rappresentazioni del mondo con le quali pretendevamo di ricostruire la realtà nella nostra testa non ci spieghino più nulla di quello che avviene sotto i nostri occhi.<br />
A dir la verità, non proprio di una cosa di oggi si tratta, in quanto sono ormai “secoli” che andiamo sostenendo l’inservibilità della dicotomia destra-sinistra su questo primo spicchio di secolo XXI e su buona parte di quello che è già passato. Si prende coscienza, allora, di uno stravolgimento degli schemi e della inutilità delle vecchie categorie, dei paradigmi ossificati con i quali avevamo diviso manicheamente i buoni dai cattivi, i colti dagli arroganti, i generosi dagli altruisti, i servi dai valorosi.<br />
La “chambre introuvable”, formatasi dopo le elezioni del 13 e 14 aprile, avrebbe dovuto essere un coacervo di reazionari fedeli al &#8220;ducetto&#8221;, al re ed a Santa Romana Chiesa, ed in parte lo è. Ma dove si collocano ancora i peggiori servi del sistema, seppur piegati e spossati dal peso della sconfitta?<br />
</span><span id="more-321"></span><br />
<span class="postbody"><br />
A sentire i nuovi membri del governo, che possono contare su una larga maggioranza parlamentare, il bivacco di manipoli è logisticamente posto a sinistra di questa camera, poiché (e come dargli torto!) in due anni, sotto la guida del banditore di corte Sir Romano Prodi, l’alta finanza e l’industria fallita, hanno liberamente approfittato delle pubbliche risorse come mai era avvenuto prima.</p>
<p>Eppure, programmaticamente e storicamente da lì, dagli uomini di sinistra, dovevano risuonare parole di fuoco e di condanna contro i saprofiti della GF e ID. Almeno, si pensava che quello fosse il luogo naturale da dove i paladini della giustizia sociale avrebbero denunciato il sacco nazionale messo in atto dai poteri forti.<br />
Invece, in due anni abbiamo sentito spargere miele sulle istituzioni finanziarie europee e nazionali, tutte controllate dal potente apparato banco-industriale d’oltre atlantico (l’alleato caritatevole che nel suo braccio armato insegna al mondo come si sta al mondo), e abbiamo ascoltato, a menadito, le prediche dei sacerdoti che fanno uso della sacralità contabile per ingarbugliare il mistero della fede mercatista che tutto regola attraverso la fantomatica mano invisibile.</p>
<p>Chi perorava queste tesi (la sovranità del mercato), se la prendeva con il popolo bue, recalcitrante alla spremitura e al morso di Dracula, se la prendeva con la rozza e incolta plebaglia riottosa ad accogliere la loi naturelle de l’economie, e mentre questa agiva sotto i vessilli della sinistra, gli ignoranti popolani pretendevano pure di divincolarsi dall’azzanno dei cani in doppiopetto col doppio cognome.</p>
<p>Oggi, invece, in una delle sue prime uscite pubbliche, il Ministro dell’economia Tremonti, dice solennemente che i sacrifici andranno distribuiti e che non saranno le classi meno abbienti a portare il peso delle difficoltà di tutto il paese. Motivo per cui, petrolieri e banchieri dovranno aprire il portafoglio e ridare, più o meno, il maltolto. E se non lo faranno, abbassando i mutui con i quali dissanguano la gente, dovranno caricarsi il fardello della maggiore pressione fiscale. Ben detto! Avremmo voluto di più, ma si sa che i conventi sono austeri e passano quello che passano. Ma ora ditemi, o vuoi tutti semicolti di sinistra che impallidite al crescere del crepitio portato dai passi delle orde mongole berlusconiane: quanto volte avete sentito pronunciare queste parole ad un Padoa-Schioppa, ad un Visco, ad un Bersani ecc. ecc.</p>
<p>Forse Tremonti sarà presto costretto a retrocedere su ben altre posizioni, forse lo butteranno fuori come già successo precedentemente, ma riconosciamo a Cesare (Giulio) quel che era di Cesare (imperatore): il coraggio del cambiamento. Qualcuno, nella compagine governativa ha già messo le mani avanti dicendo che sono parole e opinioni personali del Ministro che dovranno essere discusse (o, meglio, calmierate e forse anche azzerate) dall’intero esecutivo. Probabilmente è quello che avverrà. Ma gli uomini della finanza e dell’industria parassitaria sono molto preoccupati e per bocca di alcuni insigni rappresentanti (come Faissola presidente dell’ABI) ammettono che con questo governo dovranno scendere a nuovi patti; è finita l’era della cuccagna prodiana, quando la finanza dettava legge, il governo eseguiva e Montezemolo incassava.<br />
Siamo uomini di mondo e sappiamo, dapprincipio, che quasi nulla andrà come sperato, tuttavia rendiamo onore a chi sceglie almeno di cominciare per il verso giusto.</p>
<p>G.P.<br />
Fonte: <a target="_blank" href="http://ripensaremarx.splinder.com/" target="_blank">http://ripensaremarx.splinder.com/</a> </span></div>
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		<title>L&#8217;ambiguo nocciolo della questione..</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 17:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Alla fine gli incidenti auspicati , l’evocazione del G8 di Genova… Alla fine nulla del genere è accaduto… Le bandiere di Israele bruciate… Gli scontri con la polizia… Le azioni simil Black Bloc… Le vetrine sfasciate… Le persone sprangate… Il teppismo… La contestazione alla Fiera del Libro di Torino per lo spazio dedicato allo Stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lastampa.it/multimedia/torino/9683_album/02.jpg" alt="" width="360" height="260" align="left" /><em></em>Alla fine gli incidenti auspicati , l’evocazione del G8 di Genova… Alla fine nulla del genere è accaduto… Le bandiere di Israele bruciate… Gli scontri con la polizia… Le azioni simil Black Bloc… Le vetrine sfasciate… Le persone sprangate… Il teppismo… La contestazione alla Fiera del Libro di Torino per lo spazio dedicato allo Stato di Israele è stata piuttosto tranquilla e , nel suo piccolo , ha avuto successo conferendo visibilità alle ragioni dei palestinesi , le ragioni che si volevano ignorare.</p>
<p>Poco importano le ragioni per cui , nonostante il clima allarmistico creato ad arte , tutto si è svolto nel migliore dei modi possibili : l’attenzione dei manifestanti a non farsi “infiltrare” da provocatori di ogni risma ; il timore di Berlusconi &amp; c. di trovarsi , appunto , in una situazione come quella di sette anni fa , a inizio legislatura , con le conseguenti accuse di non aver saputo assicurare l’ordine ; il giudizio sulla sostanziale irrilevanza delle sinistre e dei centri sociali che hanno inscenato la manifestazione. Poco importa…<br />
<span id="more-320"></span></p>
<p>E’ certo , invece , che , rimandando ai fantasmi del G8 di Genova , a quelle ombre di disordine e violenza , instillando nei cittadini il consueto sentimento di paura misto a rabbia e all’odio , si auspicava , nell’intimo di codesti mestatori , una severa razione di manganellate come accadde sette anni fa. Costoro non sono molto avvezzi all’accettazione delle manifestazioni di dissenso… E , ammettiamolo pure , al di là di qualsiasi considerazione sull’attualità o meno dell’antisionismo , le ragioni stavano , per la gran parte , dal lato dei manifestanti. Io non capisco… Non capisco o , meglio , capisco benissimo perché una fiera che dovrebbe essere dedicata ai libri , alla cultura ed alla discussione , dovrebbe , invece , sottrarre spazio per la celebrazione della nascita di uno Stato , perché di questo si tratta…</p>
<p>Altro discorso sarebbe stato quello di accogliere la cultura ebraica , ma è evidente che non è così…<br />
Aggiungiamo , poi , che , se per gli ebrei la nascita dello Stato di Israele , sorta di risarcimento per quel che è stato patito in Europa durante il Conflitto Mondiale , è stato salutato come la realizzazione dei loro sogni , la patria presso cui godere di tutti i diritti lontani da persecuzioni e stermini , è pur vero che l’instaurazione di Israele ha avuto un prezzo pagato dagli arabi palestinesi e che , ancor oggi , moltissimi arabi considerano quell’evento come una ferita profonda. Invece , alla Fiera del Libro , è stato invitato il fior fiore della letteratura israeliana , ma non poteva certo esserci un confronto , per quanto duro ed acceso – ciò che , evidentemente , si voleva evitare - , senza la controparte , ovvero gli intellettuali arabi e palestinesi… Aggiungiamo anche che lo Stato di Israele si è reso responsabile di gravissime violazioni dei diritti umani e che , agitando la solita scusa , buona sempre nell’era dello “scontro di civiltà” , della lotta al terrorismo , sta tentando di condurre una sostanziale politica di pulizia etnica. E’ proprio uno scrittore israeliano , che , fra l’altro sostiene il boicottaggio di Israele , Ilan Pappe ad aver realizzato un libro che si intitola , appunto , “La pulizia etnica della Palestina” e si può immaginare che , invece , non potesse essere presente a Torino. Sappiamo benissimo che muovere critiche , anche accese , magari con un certo fondamento , allo Stato di Israele ed alla sua politica , costa l’accusa di “antisemitismo” che , tradotta in altri termini significa “nazifascista” , “genocida del popolo ebraico” e “potenziale assassino di sei milioni di ebrei , comunque complice”. Di fronte a tali accuse , come per un meccanismo psicologico , si finisce per zittirsi , temendo questa grave sanzione… E’ un meccanismo ben noto nella storia : quando la Chiesa o , meglio , lo Stato pontificio , dominava li chiamavano eretici ; i rivoluzionari francesi li etichettavano come controrivoluzionari ; per i bolscevichi e gli stalinisti potevano essere pure fascisti o socialfascisti e per i nazifascisti erano semplicemente i rossi , i comunisti… Oggi ci sono appunto gli antisemiti , i terroristi e i loro amici… Noi siamo fortunati a non avere roghi e ghigliottine , altri , forse , sono meno fortunati…</p>
<p>Vorrei far notare , inoltre , che coloro che per convenienza , come Fiamma Nirenstein in quota PDL , celebrano la Fiera di Torino come un grande evento culturale , sarebbero probabilmente pronti a boicottarlo se , prendiamo ad esempio , fosse , invece , celebrato lo Stato cinese in nome dei diritti del popolo tibetano. La rivendicazione dei diritti umani è puramente strumentale , accogliendo o deponendo un metro di giudizio , un paradigma come più aggrada. Ma è quel che accade a livello internazionale , dove il diritto viene sbandierato nei tempi e nei luoghi che fan più comodo all’asse USA – Israele – Gran Bretagna e ai loro alleati occidentali… Lasciamo da parte il solito riferimento alla Palestina , peraltro già abbondantemente citata , per cui la Comunità internazionale , l’ONU girano gli occhi dall’altra parte… Pensiamo al Sud del Libano invaso ed attaccato dall’esercito israeliano sotto gli occhi del mondo , mentre oggi la preoccupazione delle Nazioni Unite , stranamente coincidente con Israele , gli USA e gli alleati libanesi , sembra essere quello di disarmare o addirittura annientare gli Hezbollah ,cioè gli unici che si sono opposti all’invasione mentre , per qualche strano motivo , l’esercito libanese non si è praticamente mosso… Pensiamo all’invasione americana dell’Iraq , di cui ancor oggi gli irakeni soffrono i postumi , invasione attuata al di fuori di qualsiasi risoluzione ONU , cioè proprio la ragione delle disgrazie di Saddam Hussein quando invase il Kuwait (ma l’invasione dell’Iran di Khomeini , invece , andava bene…). Pensiamo alle continue operazioni militari turche nel Kurdistan irakeno , apparentemente per debellare i guerriglieri e “terroristi” del PKK ; vero e proprio , continuo sconfinamento su cui è calata una cappa di silenzio… Ed è silenzio anche sulla Somalia , su una guerra provocata dall’invasione dell’esercito etiope su istigazione delle potenze occidentali per annientare il regime delle corti islamiche che , peraltro , dopo decenni di guerre e caos causati dai cosiddetti signori della guerra e di disastri ad opera di potenze di mezzo mondo , stavano riuscendo a ristabilire un minimo di struttura che assomigliasse ad uno Stato. La visibilità , invece , è tutta per i monaci tibetani e i tentativi di boicottaggio delle Olimpiadi… Basta essere “dalla parte giusta” , basta essere “democratici” secondo certi canoni , ripararsi sotto l’ombrello atlantico della NATO e aderire con decisione alle istituzioni dell’ONU (almeno fin quando le risoluzioni collimano con le soluzioni dei paesi che contano…). Quel che più è antipatico è ripararsi dietro la Comunità Internazionale , dietro il Diritto Internazionale per scatenare guerre , magari con il paravento della “democrazia e dei diritti”. Per Dio ! Ma se proprio si vuol fare la guerra , la si faccia in maniera onesta , senza pararsi il culo con presunte motivazioni onorevoli ! Tornando ad Israele , i suoi politici o politicanti di governo hanno spesso e volentieri violato Risoluzioni ONU (ovviamente senza conseguenze !) , ma pretendono dagli altri , gli “Stati canaglia” , quelli che le sanzioni le vivono sulla pelle , il rispetto del Diritto Internazionale. No , non è neanche intellettualmente onesto sottrarre spazi dedicati al piacere del libro per promuovere , sotto sotto , la celebrazione dei sessant’anni di uno Stato , tanto più che la nascita di quello Stato è vissuta ancor oggi come una ferita profonda nel cuore del Medio Oriente.</p>
<p><img src="http://www.voceditalia.it/public/foto/9432.jpg" alt="" align="left" /> A Verona un giovane è stato picchiato e ucciso da un gruppo di ragazzi per una sigaretta… Una sigaretta… Una sigaretta… I fatti , pur non addentrandosi in dettagli , sono noti , eppure , come di consueto , viene tirato in ballo il disagio giovanile… E la violenza giovanile… E i giovani che non hanno valori… E i giovani che si fanno le canne o tirano di coca o si impasticcano… E i giovani che lanciano i sassi dai cavalcavia… E i giovani che si fanno schiantare in auto dopo una notte in discoteca… E i giovani che stuprano… E i giovani che rubano… E i giovani che picchiano e sfasciano… E i giovani che compiono atti vandalici a scuola… E i giovani ultrà… E le bande giovanili… E i giovani teppisti… E i giovani senza talento che vogliono sfondare nello spettacolo e nella televisione perché non gradiscono un lavoro normale… Ecc… Ecc… Ecc… Che i giovani respirino l’aria di un mondo sempre più deprivato di valori e , parecchi fra loro , si comportano con consequenzialità e , quindi , pensano spesso ed esclusivamente alla denaro , ai loro interessi , al successo e all’immagine personale e ai loro desideri e bisogni più immediati , è cosa evidente , visto che si tratta e si è sempre trattato delle fasce fra le più fragili della popolazione , ma non dovrebbe far perdere di vista quel che nello specifico è avvenuto… Una sigaretta… I futili motivi… Appare chiaro che l’aggressione ha avuto come bersaglio giovani percepiti come di “sinistra” per il look adottato. Ci voleva il morto – come al solito ! – perché si cominciasse a discuterne… Un morto come , qualche anno fa , è stato Dax a Milano… Da anni , in determinati contesti , gruppi o bande di ragazzi o meno giovani , probabilmente , organizzano aggressioni e pestaggi nei confronti di extracomunitari , omosessuali e giovani di sinistra o dei centri sociali e , inoltre , assaltano campi nomadi , magari armati di molotov. In fondo cosa fanno , se non ristabilire un senso di sicurezza e di ordine ? L’ordine su cui ci si è ossessivamente concentrati in questa campagna elettorale ? Vien da chiedersi chi organizza le famose ronde e che cosa fanno… La realtà è sotto gli occhi di tutti : le destre radicali hanno rialzato la testa , probabilmente con la percezione dell’impunità… I loro leader e leaderini fanno proseliti e si “infiltrano” negli ambienti giovanili : la piccola delinquenza , gli skin e altre bande giovanili , gli ultrà da stadio e i giovani “muscolari” con i miti “rambistici” . Chi esercita violenza si sente quasi legittimato e nobilitato dalle loro pseudoideologie. Perché questa galassia delle destre radicali o , meglio , questo humus culturale , è figlio della postmodernità : ideologia senza ideologia , priva dell’afflato dei fascismi “tradizionali” , ridotta all’esibizione di slogan che è puro vomitare veleno e odio. Così i giovani dell’estrema destra affermano di lottare contro le politiche sioniste , mentre , in realtà si accaniscono , soprattutto verbalmente , contro gli ebrei in quanto tali ; fanno altisonanti professioni di anticapitalismo ed antimperialismo , ma , probabilmente , il massimo “anticapitalismo” che si possono permettere è sfasciare le vetrine di un Mcdonald o di altra corporation ; dichiarano di essere radicalmente contrari ad una società consumista , edonista , dell’immagine e dello spettacolo , ma , nel profondo , ammirano Berlusconi , cioè colui che ha dato una bella mano a fare dell’Italia ciò che è. Attaccano la globalizzazione , ma solo sul tema dell’immigrazione. L’attività “politica” si riduce all’aggressione delle minoranze e dei soggetti marginali. Poi , in tutto questo discettare di ordine , scopriamo pure che la destra radicale è dedita al disordine : cerca di introdursi o progetta di infiltrarsi fra i movimenti di protesta (come a Napoli sulla questione della mondezza) per far degenerare il tutto in scontri e nei gruppi ultrà che , sempre più spesso , allo stadio si “gemellano” per attaccare le forze dell’ordine. E si dovrebbe ancora cercare di capire qual è il grado di simpatia che tali gruppi godono fra frange delle stesse forze dell’ordine , visti alcuni gravi episodi di violenza poliziesca a partire , appunto , dal G8 di Genova – senza dimenticare Napoli qualche mese prima -. Forse quel che è successo può far “scoppiare il bubbone” , ma non ci spero più di tanto anche se si è cominciato a discutere sulla violenza che , da anni , imperversa nella città di Verona.</p>
<p>Tutto vuole essere relegato nella pura e semplice “cronaca nera” , quella cronaca fatta di Novi , Cogne o Erba e di microcriminalità spicciola come piace tanto ai lettori. Quella cronaca ipocrita e morbosa che spettacolarizza sangue , sesso e violenza con qualche sintomo di sindrome securitaria (e , perciò , non può dispiacere alle destre). Ma perché scrivere del fattaccio di Verona dopo la Fiera del Libro di Torino ? Che ragione c’è ? Beh ! Qualche rapporto… Innanzitutto è stato proprio il neo Presidente della Camera , il postfascista Gianfranco Fini , ad aver messo in relazione i due fatti e ad aver azzardato un ardito paragone durante la trasmissione di Vespa. Pur essendo il primo Presidente della Camera della storia repubblicana espressione della destra – destra Fini non è troppo contento… La carica è di prestigio , ma , sul piano puramente pragmatico del potere un posto da Ministro degli Esteri o della Difesa , con la possibilità di approfondire i contatti internazionali , sarebbe stato più gradito. Probabilmente Berlusconi ha voluto punire il suo “delfino” , il suo successore alla guida della PDL , per gli approcci che ha avuto nei confronti di Di Pietro qualche mese fa. Basterebbe ricordare qualche dichiarazione del leader di AN di qualche tempo fa per rendersi conto della sua grande coerenza politica. Data la piccola delusione non è neanche difficile pensare che Fini fosse fra quelli che auspicavano una piccola “Genova” a Torino , magari con incidenti non gravi , giusto per gettare discredito su una sinistra già di molto indebolita. Ancor oggi dovrebbe chiarire quale fu il significato della sua presenza nella centrale operativa dei carabinieri nei giorni in cui si consumò la follia di violenza al G8 di Genova.</p>
<p>Ma veniamo a quanto ha asserito il delfino di Berlusconi dal salotto televisivo di Bruno Vespa. Dopo aver esordito affermando che quanto è successo a Verona non era paragonabile a ciò che accadeva a Torino (l’appello al boicottaggio della Fiera del Libro per lo spazio riservato allo Stato di Israele) , ha continuato insinuando che , in realtà , quel che fa certa sinistra o estrema sinistra nella sua professione di antisionismo è un’istigazione all’odio peggiore di quel che è successo a Verona (evidentemente rubricato alla solita pagina sulle intemperanze giovanili , il bullismo , le spacconate , le ragazzate , ecc…). Ed è curioso addentrarsi nei meccanismi che regolano la logica dell’onorevole Fini : non fare il paragone per poi farlo… In maniera sottile , da vero politicante… D’obbligo il riferimento alle bandiere di Israele bruciate durante le manifestazioni dei centri sociali… Certo , in effetti , bruciare bandiere , dileggiare simboli assume un significato che và , in un certo senso , oltre il mero atto dimostrativo e simbolico… Potrebbe pure configurare un’istigazione all’odio o a delinquere , tuttavia azzardare il paragone con un gravissimo episodio di violenza che , fra l’altro non può essere considerato semplice episodio se si guardano ad altri fatti accaduti in questi anni e rigorosamente ignorati dai mass media e dall’informazione , è assai più che discutibile e di gusto molto dubbio… E ‘ come se si dicesse : “ Che volete : dalla parte dell’estrema sinistra , dei centri sociali c’è una sistematica organizzazione di atti terroristici , mentre dall’altra si tratta di semplice vandalismo o teppismo giovanile. E se non sono episodi riconducibili alla violenza giovanile “impolitica” , dovremmo sempre convenire , signori miei , che l’estrema destra è migliore dell’estrema sinistra , qualunque cosa combini…”<br />
Ma perché uno come Fini… Uno che aspira ad essere un leader della Nuova Destra italiana , postmoderno , neoconservatore (quindi rigidamente ossequioso , in politica estera , ai dettami dell’asse USA – Israele – Gran Bretagna) , a la Sarkozy per intendersi , che viaggia a Gerusalemme , dovrebbe preoccuparsi delle sorti di quei brutti , sporchi e cattivi della destra radicale ?</p>
<p>A mio parere , egli ha voluto lanciare un doppio messaggio , apparentemente contraddittorio : da un lato si è voluto rassicurare taluni ambienti israeliani e ebraici italiani che , magari , hanno votato PDL (soprattutto a Roma) anche se , nonostante i viaggi a Gerusalemme e le professioni di amicizia verso Israele , non si fidano fino in fondo del delfino di Berlusconi , viste le personalità dei politici che sono entrate ed uscite da AN. Fini , insomma , ha voluto indicare ai suoi interlocutori il vero nemico : l’”antisemitismo” di sinistra (come recita il titolo di un libro della Nirenstein , in quota PDL) è ben peggiore dell’”antisemitismo” di destra. Naturalmente il termine antisemitismo viene fatto coincidere tout court con l’antisionismo , o la pura e semplice azione critica nei confronti della politica di Israele. Dall’altro lato egli si è rivolto proprio alla destra radicale , ai suoi leader e ai suoi giovani militanti. Come è noto Fini viene attaccato e rimproverato dai militanti di estrema destra , non solo per aver liquidato la tradizione neofascista , ma e forse soprattutto , per l’atteggiamento nei confronti di Israele e degli ebrei. Il viaggio a Gerusalemme è stato uno dei motivi del distacco della Mussolini e della scissione del gruppo di Storace. La Destra storaciana stessa si dichiara tranquillamente fascista. Fini , da politico navigato quale è , conosce la presa che , in talune piazze come Roma e il Veneto , hanno gruppi come Forza Nuova presso i giovani. E il voto dei giovani conta quanto quello delle altre fasce d’età… Inoltre potrebbe avere qualche spiacevole sorpresa , qualche problema dal lato dell’estrema destra. Ecco perché non può rinunciare ad un bacino che , anzi , la PDL mira ad egemonizzare. Sono parecchi , i giovani di estrema destra ad ammirare più Berlusconi che non lo stesso Fini , perché il Cavaliere è tuttaltro che moderato nelle parole , nei gesti e nello stile… Poi il giovane “intemperante” di destra può costituire una buona manovalanza per le operazioni di bassa provocazione. Lo spericolato Fini vuol mettere d’accordo la sua propensione al neoconservatorismo filoamericano e filoisraeliano con la necessità di incamerare la ”vecchia” Destra che si era allontanata o aveva preso le distanza di AN. Ma è veramente un’operazione così spericolata ?</p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/online/politica/manifesto/web/ap001e7328cxw200h295c00.jpg" alt="" align="right" /> Se avete un pochino di pazienza , vorrei concludere raccontando una piccola storia che credo interessante : è la storia di Andrea Insabato. Chi era o , meglio , chi è costui ? Da giovane militò nel gruppo di estrema destra Terza Posizione ove conobbe e divenne amico di Roberto Fiore , il leader riconosciuto nonché candidato premier del partito neonazista Forza Nuova. Insabato era , in un certo senso un figlio del Settantasette , il Movimento che , alle origini , quando non era stato ancora egemonizzato dalle frange dell’Autonomia , si caratterizzava per essere lontano sia dall’estrema sinistra che dall’estrema destra “tradizionali”. Era la seconda generazione dei giovani sovversivi , quella succeduta a coloro che , invece , avevano fatto militanza nel Sessantotto. Terza Posizione assunse posizioni contraddittorie , navigando fra la concezione gerarchica e lo spontaneismo e guardando con interesse la sovversione di sinistra. Fra i suoi militanti , alcuni entrarono nella formazione terroristica di estrema destra NAR , il gruppo dello “spontaneismo armato” di Fioravanti e Mambro , nato per fare “concorrenza da destra” alle BR e a Prima Linea. A quanto pare i rapporti fra NAR e TP sono stati piuttosto tesi , per non dire tempestosi… Dopo la strage di Bologna , cala la scure della repressione e inizia una faida interna all’estrema destra. Il leader palermitano di TP , Ciccio Mangiameli viene assassinato dai NAR , per ragioni che non sono state mai chiarite del tutto. Secondo Fioravanti , TP non era disposta a fare quel salto – evidentemente terroristico – che era stato richiesto. Per queste ragioni i militanti di TP si rifugiarono a Londra e , fra loro , vi era appunto Insabato. Prosciolto dalle accuse , Insabato tornò in Italia. Erano gli anni della caduta del Muro di Berlino… Gli anni in cui la destra radicale , in tutta Europa , rialzava la testa… Gli anni in cui nacquero i naziskin… Gli anni delle aggressioni e dei pestaggi degli stranieri… Gli anni delle profanazioni delle tombe nei cimiteri ebraici… Naturalmente faceva da sfondo il flusso migratorio in Europa che finiva per il pretesto per la crescita di questi gruppi e di queste bande. Insabato si fa notare nel 1992 , all’Olimpico durante una partita della Lazio. Sta bruciando , assieme ad un gruppo di ultrà , una bandiera israeliana. E’ la dimostrazione , se ce ne fosse ancora bisogno , che da anni è in atto una sorta di “politicizzazione” delle curve con tanto di armamentario ed iconografia fatta di inni a Mussolini , di croci celtiche , di epiteti razzisti , di striscioni in onore di capi paramilitari serbi come Arkan , ecc… Iconografia che è diventata sempre più ossessiva ed invadente in taluni stadi. Vi è da aggiungere che , quindi , il fatto di bruciare una bandiera israeliana , non ti qualifica necessariamente come un appartenente all’Autonomia , ai centri sociali o all’ultrasinistra in generale , come ha fatto , appunto , Gianfranco Fini…</p>
<p>Tornando a Insabato , da buon cattolico , si impegnerà nel reclutamento di mercenari per combattere accanto ai croati contro i serbi , nella guerra che ha dilaniato l’ex Jugoslavia. Gli esiti non sono felicissimi… E’ evidente , comunque , che Insabato nutrisse ammirazione per gli ustascia croati , nazionalisti cattolici e nazifascisti. Come piccola nota di colore vorrei far notare come i gruppi paramilitari , veri e propri eserciti quasi privati che hanno dilaniato la Jugoslavia in una guerra apparentemente etnica e di religione , sono nati da gruppi ultrà , le tifoserie da stadio delle varie squadre. Tali eserciti , ponendo l’accento sull’identità etnica o nazionale , erano , in tutta evidenza , di matrice fascisteggiante. Se Fiore avrà un certo successo e di lui qualcuno insinuerà rapporti di protezione dei servizi segreti inglesi durante gli anni di latitanza a Londra , Insabato è decisamente… più sfortunato. Cattolico integralista , con fisse antigiudaiche fonda Militia Christi , un gruppuscolo clerico fascista.<br />
Il suo impegno politico si indirizza , soprattutto , verso la lotta all’aborto e contro lo Stato di Israele. Sembra mostrare un accentuata paranoia : cerca alleanze anche a sinistra in funzione antisraeliana e filopalestinese e questa non è certo un’idea nuova o originale nell’ambito dell’estrema destra. Ha contatti con il giornale Il manifesto , ma quelli rispondono picche , così lui , alla vigilia del Natale del 2000 , da uomo tollerante verso il dissenso e incline al dialogo , piazza alla porta d’ingresso della redazione del giornale un ordigno esplosivo che , però , deflagra ferendolo gravemente. Non si è mai veramente capito se il gesto di Insabato è stato isolato o se è stato accompagnato da qualcuno , ma poco importa… Al di là del gesto è pur vero che , nell’ambito dell’estrema destra , vi è sempre stata una tendenza a cercare contatti o rapporti con l’estrema sinistra in nome di un preteso “antimperialismo” , contro Israele e contro gli USA. Si chiamino , di volta in volta , “nazimaoisti” , comunitaristi , nazionalbolscevichi , ecc… le , notevoli , differenze su rilevanti questioni di principio , vengono messe da parte in nome della lotta ad un comune nemico. E così si è al contempo ammiratori o seguaci di Hitler , Mao e Gheddafi… Si tratta , ovviamente , di infime minoranze , in cui non si distingue più fra l’operazione di pura provocazione , il tentativo “egemonizzante” della destra radicale anche su aree di matrice opposta o l’azione di semplici esaltati. Quel che importa è che bastano in pochi a far danno… Bastano pochi a bruciare una bandiera israeliana… Bastano pochi a sfasciare una vetrina o ad aggredire gratuitamente le forze dell’ordine… Se ci sono telecamere in giro… Spesso questa minoranza grigia e raccogliticcia che mischia senza pudore neonazisti o neofascisti , elementi dell’ultrasinistra (siano di volta in volta maoisti , trockisti , autonomi , anarchici , libertari , ecc…) , islamisti , nazionalisti arabi ed integralisti cattolici. è chiassosa , nel peggiore dei casi è di una violenza infima , di basso livello… E i neoconservatori che , a loro volta , con questo loro atteggiarsi a “paladini della democrazia” a costo di bombardare a tappeto , sono estremisti (sarebbe il caso di ricordare che negli USA il neoconservatorismo della Nuova Destra si è cementato dall’incontro fra i falchi anticomunisti e sionisti , la tradizionale estrema destra con tinte di fondamentalismo protestante e millenarista e reduci dell’ultrasinistra trockista e sessantottina) , si fregano giustamente le mani. S possono così sentire “buoni” in lotta contro tutti i fondamentalismi , gli integralismi e gli estremismi che si contrappongono alla giusta democrazia , quella che viene plasmata sul modello americano ed anglosassone. Tanto più gli avversari appaiono come mostri , parti dell’irrazionalità estremista , tanto meglio è (per i neoconservatori di tutto il mondo). Quale insegnamento dovremmo trarre dalla vicenda di Insabato ? Che questo estremismo infantile , questo radicalismo fatto di slogan , con ambigue commistioni , con rigurgiti di violenza gratuita , pur se a livello puramente verbale o simbolico , è meglio lasciarlo ai gruppetti della destra radicale e solo a loro… Antisionismo , antisemitismo , razzismo , intolleranza , xenofobia… E’ ambiguo il nocciolo della questione e le destre , sia pure con tutta la rivendicazione di “alti valori” tradizionali , ci marciano su…</p>
<p>E’ sempre bene tenere gli occhi aperti…</p>
<p>Saluti</p>
<p>DI H.S.<br />
<em>Fonte comedonchisciotte.org - cloro al clero blog</em></p>
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		<title>Una missione segreta sull&#8217;Afghanistan prepara la guerra con l&#8217;Iran</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 13:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quelli che predicono la guerra con l&#8217;Iran o una specie d’October surprise di Bush-Cheney, a Tehran, stanno cercando costantemente i segnali delle preparazioni militari: un bombardiere B-52 che perde erroneamente, sul Dakota del Nord, i missili da crociera nucleari; una seconda o terza portaerei che entra nel Golfo Persico; un B-1 che si schianta nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.afa.org/magazine/Feb2004/0204war3.jpg" alt="" align="left" />Quelli che predicono la guerra con l&#8217;Iran o una specie d’October surprise di Bush-Cheney, a Tehran, stanno cercando costantemente i segnali delle preparazioni militari: un bombardiere B-52 che perde erroneamente, sul Dakota del Nord, i missili da crociera nucleari; una seconda o terza portaerei che entra nel Golfo Persico; un B-1 che si schianta nel Qatar.</p>
<p>Poiché è più probabile, che la guerra con l&#8217;Iran, non sarà fatta dai fanti di marina che sciamano sulle spiagge, ma sarà un attacco agli impianti nucleari e agli obiettivi &#8220;del regime&#8221;, i segnali come questi possono spesso solo essere dei miraggi. Il vero attacco non necessariamente deve avvenire con un avvertimento, ed i militari degli USA hanno sviluppato un intero sistema, chiamato &#8220;colpo globale&#8221;, per effettuare un simile attacco preventivo.</p>
<p><span id="more-319"></span></p>
<p>Una missione segreta, condotta nell’agosto scorso sull&#8217;Afghanistan, ha catturato la mia attenzione, perché ci dice tutto ciò che dovremmo sapere circa la capacità dei militari degli USA di condurre un attacco di sorpresa sull&#8217;Iran. Ed inoltre ci dice quanto inutile, un tale attacco, potrebbe essere. Il 12 agosto 2007, quattro caccia F-16CJ hanno effettuato una missione di 11 ore, dall’Irak all&#8217;Afghanistan orientale, attraversando gli spazi aerei di sei nazioni differenti, prima di sganciare le bombe di precisione laser-guidate su una dozzina di obiettivi dei Taliban. Le squadre del volo record hanno ricevuto il trophy coveted del 2007, il premio Clarence MacKay dato annualmente per &#8220;il volo più meritorio&#8221; dell&#8217;anno.</p>
<p>La missione segreta non era mai stata tentata, secondo l&#8217;aeronautica ed i piloti hanno avuto assegnata una finestra di due minuti per concludere, con l&#8217;attacco, il loro volo di 2100 miglia. L&#8217;intera missione ha richiesto 13 rifornimenti aerei, l&#8217;equivalente del volo New York-Los Angeles e ritorno. La missione è stata un successo, secondo l&#8217;aeronautica: ha provocato &#8220;dei duri colpi&#8221; che hanno permesso, alle forze al suolo della coalizione, di &#8220;condurre le incursioni sulle posizioni dei Taliban.&#8221; Tuttavia, un controllo delle notizie dall&#8217;Afghanistan, per la settimana del 12 agosto, non rivela nessun attacco aereo degno di nota. Il 12 agosto, la radio segnala uno scontro vicino al confine pakistano e la morte di tre soldati degli USA e del loro interprete afgano, uccisi da una bomba a bordo della strada.</p>
<p>Ulteriori scontri furono segnalati il 13 agosto ed il 14 agosto, ma nessuna missione significativa da bombardamento a sostegno delle forze USA o afgane. Il 15 agosto, il governo afgano ha annunciato un’operazione a grande scala, di tre giorni, nella zona di Tora Bora, un’operazione avviata subito in risposta all&#8217;uccisione dei tre soldati degli USA, a opera della IED della settimana prima. I funzionari hanno detto che quasi 50 presunti Taliban e militanti pakistani sono stati uccisi, nell’operazione aria-suolo. I velivoli della coalizione hanno effettuato due sortite per designare le posizioni come bersaglio dei Taliban, in quella zona, ha detto un funzionario afgano.</p>
<p>Non dubito che la missione notturna degli F-16CJ fosse complicata e storica, così come fisicamente e mentalmente richiede. Le squadre, secondo l&#8217;aeronautica, hanno lavorato con nuove istruzioni operative e sono entrate in aree sconosciute. Il comandante dello squadrone ha avuto soltanto 18 ore per progettare e prepararsi per l&#8217;attacco. La missione era segreta, non era neanche stata inserita, e non erano stati previsti, dal Daily Air Tasking Order, il programma operativo quotidiano distribuito dai militari degli USA, ulteriori rifornimenti aerei e difficili sorvoli. Se il 12 agosto 2007, gli USA avessero ucciso il latitante Osama, od ottenuto determinate importanti vittorie in Afghanistan, si potrebbe pienamente valutare la missione ed il premio Trophy MacKay. Ma ritengo che la cosa importante, qui, sia che la missione ha funzionato come un orologio, non che qualche cosa d’importante, in Afghanistan, sia stato distrutto.</p>
<p>Nessuno sottovaluta lo sforzo od il successo. Ma se questa è stata realmente un’esercitazione per attaccare l&#8217;Iran, è più importante sapere su quale obiettivo la missione ha tenuto gli aeroplani, piuttosto che cosa sia stato realmente bombardato.</p>
<p>di William M. Arkin<br />
Fonte: http://blogs.washingtonpost.com</p>
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		<title>Colpirne 10 per educarne 1000</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 08:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Web</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Di questi tempi, è piacevole sollazzarsi sul Web alla ricerca dei naufraghi lasciati su spiagge lontane, dispersi dal terrificante uragano delle recenti elezioni: cercando, scovando con il binocolo spiagge che si pensavano deserte, s’intravedono sparuti gruppi di giovani e meno giovani, un mondo di ex alla deriva che costruisce incerte capanne, edifica casette sulle paludi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Di questi tempi, è piacevole sollazzarsi sul Web alla ricerca dei naufraghi lasciati su spiagge lontane, dispersi dal terrificante uragano delle recenti elezioni: cercando, scovando con il binocolo spiagge che si pensavano deserte, s’intravedono sparuti gruppi di giovani e meno giovani, un mondo di ex alla deriva che costruisce incerte capanne, edifica casette sulle paludi, pianifica d’ergere grattacieli su aguzze vette. Dell’immaginazione.</p>
<p align="justify">Qualcuno, pensa invece di tornare alla Patria avita, al focolare dal quale è stato brutalmente scacciato: è il caso dei Verdi, che meditano un ingresso nel PD magari tardivo, ma qualcosa pur sempre è. Bisognerà andare a piedi scalzi a Canossa, cospargersi il capo di cenere (rigorosamente di fonte biologica) e, infine, sperare nella pietà del Papato o dell’Imperatore, secondo il vento che tira. Durerà probabilmente anni il pellegrinaggio – cinque senz’altro – così, se tutto andrà a buon fine, avremo anche gli “Ambientalisti – ombra”. Che già avevamo.</p>
<p><span id="more-322"></span></p>
<p align="justify">Altri, invece, non cercano spazio nelle riserve e passano il tempo a lucidare vessilli che hanno loro stessi insozzato – è il caso di uno schiavo liberato, un tal Di Liberto – oppure s’appressano al tremebondo regno dei farnetichi – è il caso della “compagnia cantante” di Rifondazione – che continua, come se nulla fosse accaduto, a presentare, approvare e bocciare tesi e antitesi, risoluzioni programmatiche, analisi e riflessioni (poco critiche). In quella lontana isola – che la penna di Melville descriverebbe con gran maestria – quando la sintesi non è più possibile s’inizia a tuonare il verbo della scissione: minacciata, contata, ricontata, rientrata, riproposta…Pare che qualcuno, dimenticato solo su uno scoglio, stia pensando – per scindersi finalmente dai traditori dei lavoratori – di ricorrere al bisturi.<br />
C’è chi, invece, da settimane tace.</p>
<p>A dire il vero, non sarebbe richiesto un commento del sindacato su quanto è accaduto ma, visto che Epifanio si è sbilanciato ad affermare che “le elezioni non sono proprio andate come desideravamo”, bisognerebbe sapere cosa medita per il futuro, perché la nuova situazione politica non esime il sindacato dal porre (e porsi) profonde riflessioni.<br />
Non parliamo degli altri “confederali”: Bonanno si è già perfettamente acclimatato sulle poltrone dell’isola delle Vespe, al punto che gorgheggia, svolazza e sbatte le ali che sembra un cardellino, mentre intrattiene i nuovi padroni del vapore che lo osservano, incuriositi da tanto frullar per l’aria. Di Angeletto non si hanno notizie, come del resto della UIL non se ne hanno da decenni nei luoghi di lavoro: sarà un sindacato “virtuale”, pronto a reggere le sfide della società informatizzata e presente, oramai, solo nell’agone elettronico.<br />
La sfiga di Epifanio è quella d’essere ancora – in qualche modo – punto di riferimento per molti lavoratori: arrabbiati, delusi, stufi delle manfrine neoliberiste che ci ammansiscono, ma che non perdono d’occhio la vecchia CGIL, se non altro per una questione di tradizione.<br />
Deve, oltretutto, fronteggiare la fronda interna del solito Rinaldini e della sua FIOM i quali, poveracci, hanno perso qualsiasi riferimento ancora visibile nel mondo politico. Non si parla ancora di scissione, ma di voti contrari nelle varie assemblee e riunioni già si sente il vento di tempesta, al quale il buon Epifanio ha risposto “dimettendo” due delegati sindacali milanesi oramai troppo “fuori linea”. Una semplice questione di democrazia interna, che nella CGIL segue, da sempre, il metodo di Josif (non Broz).</p>
<p>Ora che “l’Armata Rossa” è definitivamente migrata con le forze Bianche, anche Epifanio riflette: un tempo, il futuro politico di un ex sindacalista era garantito dalla cosiddetta sinistra, fosse un posto come direttore dell’INPS, uno scranno parlamentare o una poltrona da sindaco. Che, per come sono andate le cose a Roma, c’è da scordarsela per un po’.<br />
Che fare? Si chiedeva Lenin in ben altre ambasce: non confondiamo la porcellana con la terracotta.<br />
Il nuovo ministro del Lavoro – Sacconi – ha chiesto alla CGIL di non “riproporsi come la vecchia, solita CGIL”. Siamo in completo accordo con Sacconi: cambiano, probabilmente, i punti d’osservazione.</p>
<p>Il primo “pizzino”, inviato dai sindacati (all’apparenza, unitari) alla nuova classe politica – ufficiale ed “ombra” – è stata una proposta di quelle che colano grasso, mica roba da ridere. In buona sostanza, si trasformeranno i contratti da biennali a triennali, in completo accordo con i desiderata di Confindustria.<br />
Della cosa non sono stati informati i lavoratori né, tanto meno, è all’orizzonte una consultazione referendaria: s’ha da fare, via, cosa stiamo a perder tempo…<br />
Di tempo, il buon Epifanio non ne perde, perché sa che non ne ha molto per accreditarsi presso i nuovi padroni PDL-PD: quelli che perderanno “tempo”, come sempre, saranno i lavoratori, i quali si troveranno a rinnovare contratti non più dopo la scadenza del secondo anno, bensì del terzo.<br />
“Lavorando” accuratamente sulle “vacanze contrattuali” – vedi l’ultimo, immondo rinnovo contrattuale del pubblico impiego – si potrà “scorporare” un anno intero dalla contrattazione. Risultato: se – considerando un’inflazione ufficiale al 3% – dopo tre anni i lavoratori (per recuperare soltanto il potere d’acquisto dei salari!) dovrebbero ricevere il 9% d’aumento, con qualche trucco già utilizzato si scenderà al 6-7%, ed un’altra fetta di ricchezza andrà a schizzare nelle tasche degli imprenditori e delle banche. Oltre, ovviamente, in quelle di lor signori, che continueranno a gozzovigliare con 19.000 euro il mese. Poi, s’allagheranno gli studi televisivi con i pianti di coccodrillo sulla povertà degli italiani. Tutto fa brodo: anzi, audience.</p>
<p>Fermi! Cosa state bestemmiando! Il nuovo credo – ufficiale ed “ombra” – ci parla di merito, meritocrazia, premio per chi fa di più…basta con i fannulloni…rubapagnotte…<br />
Puntuale, “Repubblica” – giornale “ombra” – piazza telecamere nascoste (e la privacy? Mah…) all’ingresso della Corte di Cassazione, per inchiodare i dipendenti che “timbrano” e poi vanno a posteggiare l’auto. Chi conosce Roma e le adiacenze del “Palazzaccio” sa bene cosa significa trovare un parcheggio nell’area. Di più: oramai cosciente d’essere il megafono di uno sterile governo ombra, Repubblica si lascia andare a pruderie che credevamo soltanto appannaggio del Daily Mirror e della famiglia reale inglese:</p>
<p><em>“Filmati da Repubblica Tv, come la bella bionda che timbra, esce, riparte in auto con un accompagnatore e viene riportata in sede dopo 25 minuti.”<br />
</em><br />
Tutti saranno rimasti incuriositi dalla fantomatica “bionda” che saliva sull’auto (non poteva essere una donna che era rimasta in panne con l’auto…che aveva avuto un’improvvisa urgenza…) no: si scatena la pruderie su cosa si “può fare” in 25 minuti. Viva i grandi giornalisti di regime, pagati con le nostre tasse, sia gli “ufficiali” che gli “ombra”.</p>
<p>Di rimbalzo, echeggia il buon Brunetta che si lancia in un’iperbole, di quelle che scuotono l’audience: basta! Licenziare tutti i fannulloni (che gli italiani, grazie al “giornale ombra” appena citato, identificano ovviamente con gli impiegati della Cassazione) e passare alle misure drastiche: “Colpirne uno per educarne cento”. Lo avesse mai detto Travaglio, lo avrebbe carcerato per fiancheggiamento delle BR.<br />
Noi, però, siamo in piena sintonia con il vulcanico neo ministro veneto: ha ragione! Siamo qui per aiutarlo, per concorrere a trovare qualcuno che potrebbe essere “colpito” per educare. Siccome siamo “collaborativi”, e non “ombra”, ci permettiamo di segnalare una lista di persone che, forse, andrebbero “rieducate”. Poi, decida lui com’è giusto che sia:</p>
<p>1) <strong>Paolo Scaroni</strong>, amministratore delegato dell’ENI: 10 milioni di euro.</p>
<p>2) <strong>Giancarlo Cimoli</strong>, che guidava Alitalia, una compagnia sull’orlo del baratro e intanto si portava a casa uno stipendio che valeva due milioni e 790mila euro, oltre a compensi vari finiti nel mirino della procura di Roma.</p>
<p>3) <strong>Roberto Poli</strong>, presidente dell’ENI: 2,8 milioni di euro.</p>
<p>4) <strong>Vittorio Mincato</strong>, presidente di Poste Italiane: 4,8 milioni di euro. Ricevette una buonuscita di 25 milioni di euro dall’ENI.</p>
<p>5) <strong>Elio Catania</strong>, ex presidente delle Ferrovie: 2 milioni di euro.</p>
<p>6) <strong>Piero Gnudi</strong>, Amministratore delegato dell’ENEL: 2,6 milioni di euro.</p>
<p>7) <strong>Alfio La Manna</strong>, vice presidente della società Esercizi aeroportuali di Milano: 2,26 milioni di euro.</p>
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