Di questi tempi, è piacevole sollazzarsi sul Web alla ricerca dei naufraghi lasciati su spiagge lontane, dispersi dal terrificante uragano delle recenti elezioni: cercando, scovando con il binocolo spiagge che si pensavano deserte, s’intravedono sparuti gruppi di giovani e meno giovani, un mondo di ex alla deriva che costruisce incerte capanne, edifica casette sulle paludi, pianifica d’ergere grattacieli su aguzze vette. Dell’immaginazione.
Qualcuno, pensa invece di tornare alla Patria avita, al focolare dal quale è stato brutalmente scacciato: è il caso dei Verdi, che meditano un ingresso nel PD magari tardivo, ma qualcosa pur sempre è. Bisognerà andare a piedi scalzi a Canossa, cospargersi il capo di cenere (rigorosamente di fonte biologica) e, infine, sperare nella pietà del Papato o dell’Imperatore, secondo il vento che tira. Durerà probabilmente anni il pellegrinaggio – cinque senz’altro – così, se tutto andrà a buon fine, avremo anche gli “Ambientalisti – ombra”. Che già avevamo.
La parabola istituzionale, in fase di caduta libera, citata ieri da Marco Travaglio a “che tempo che fa” è semplicemente la madre di ogni discorso. La muffa o il lombrico è l’aspetto evidente di un “sommerso” di vecchie origini, che si fa sempre più insistente, premente. Ecco perchè, ogni qualvolta si affacci qualcuno in grado di smerdare personalità “illustri” davanti ad un pubblico di massa, viene zittito e posto al confino, se alle sue spalle non ha un referente politico. E non averne, mala tempora currunt, è sempre più presupposto imprescindibile (condizione necessaria non sufficiente) di pensiero libero-indipendente. Travaglio un referente indiretto ce l’ha, ed è forse il motivo per cui si riesce ancora ad intravederlo, qui e lì, in giro, seppure in situazioni secondarie, ed in contesti televisivi destinati ad un pubblico schierato. Eppure, il fatto stesso di essere stato spiato dal Sismi, al pari dei giudici dei processi più “caldi” d’Italia, mi rende quasi convinto, sebbene non costituisca una prova, che sia effettivamente libero ed incondizionato.
Non è la prima volta
Avendo evitato qualunque copertura significativa sulla Bolivia dal momento dell’elezione di Evo Morales nel dicembre 2005, i media internazionali sono ora obbligati a rimettersi al passo. Ieri [5 Maggio] nella nazione andina di 9,1 milioni di abitanti si è tenuta una votazione cruciale che potrebbe spianare la strada alla secessione della regione di Santa Cruz, ricca di risorse.
Il successo di una teoria si misura sulla sua capacità di spiegare alcuni fatti e risolvere alcuni problemi che le teorie precedenti avevano lasciato inspiegati ed irrisolti. Da questo punto di vista quella keynesiana è stata una teoria di grande successo, in quanto ha messo a disposizione strumenti di analisi capaci di spiegare e strumenti di intervento capaci di risolvere le crisi e la disoccupazione.
Per tutti i trent’anni successivi alla pubblicazione della Teoria Generale i Governi dei paesi capitalistici riuscirono a mantenere una situazione di (quasi) piena occupazione mediante politiche keynesiane (spesa pubblica in deficit, stimolo e sostegno degli investimenti, ecc.).
Per gli economisti divenne inevitabile essere “keynesiani”: anche per coloro che continuarono ad ispirarsi alla teoria neoclassica che Keynes aveva così puntigliosamente attaccato.
“Il segreto di Stato potrà essere applicato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastrutture critiche: non solo gli armamenti o le installazioni militari ma anche, ad esempio, agli «impianti civili per produzione di energia» con annessi e connessi”
Una corsia preferenziale, un po’ nascosta ma proprio per questo più rapida. Potrà servire a risolvere finalmente il problema del deposito unico per lo smaltimento delle scorie nucleari italiane. In nome del segreto di Stato. Che consentirà di dire basta alle defaticanti mediazioni, alle insurrezioni locali, ai tormenti senza fine che hanno cancellato ogni progetto pensato per mettere “in sicurezza” le nostre scorie, per sfociare nell’episodio eclatante del sito geologico di Scanzano Ionico, individuato dal secondo Governo Berlusconi (era il novembre del 2003) con un decreto poi frettolosamente cancellato dopo i moti di popolo fomentati trasversalmente da tutte, ma proprio tutte, le forze politiche locali.
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Nel video [vedi sotto n.d.r.], Beppe Grillo quando ancora parlava delle banche (quando probabilmente era più libero e diceva cose in cui credeva veramente). Scusate ma non ce la faccio più. Posto qui uno degli ultimi articoli del blog di Grillo. E poi riprendo le sue parole, adattandole solo un po’ e rivolgendo a lui il suo stesso appello con le sue parole.
Blog di Grillo:
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L’ex ministra Livia Turco, prima di lasciare il suo Ministero della salute, ha fatto inviare (a nostre spese) 250 mila lettere ad altrettante bambine italiane che nel 2008 compiono 12 anni!
Lo scopo è, tramite la paura e i sensi di colpa, “invitare” i genitori inconsapevoli, a far vaccinare la propria figlia contro il terribilissimo Papillomavirus!
I vaccini Gardasil della multinazionale Merck (la stessa che ha causato una strage planetaria con l’antidolorifico, antinfiammatorio Vioxx) costano (per 3 iniezioni) oltre 564,45 euro.
Il Cervarix della britannica GlaxoSmithKline (che produce ‘mostarde azotate’, come l’Alkeran: agente vescicante da guerra chimica, usato in chemioterapia, oppure l’Hycamtin da 1850 euro a fiala) costa invece (per 3 iniezioni) solamente 470.37 euro.
Il tutto naturalmente viene pagato dal Servizio sanitario nazionale: cioè da noi con le tasse!
Un bel regalo di addio, fatto dalla “mamma” Turco, alle lobbies del farmaco!
Qui sotto un abstract dal recentissimo libro scritto dai medici Roberto Gava (farmacologo, tossicologo, omeopata e una delle massime autorità a livello nazionale su vaccini e problematiche connesse) ed Eugenio Serravalle (pediatra).
Visto che in ballo c’è la salute dei nostri figli, prima di prendere una qualsiasi decisione (per poi magari pentirsene) è bene informarsi adeguatamente e correttamente.
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Chi pensava si fosse toccato il fondo con il giuramento del IV governo Berlusconi, patetica rappresentazione di una politica sempre più ingessata ed autoreferenziale, impegnata unicamente a perpetuare sé stessa, ha dovuto prontamente ricredersi.
Walter Veltroni, probabilmente invidioso per non avere potuto partecipare alla sceneggiata, è infatti riuscito nella non facile impresa di rendersi ancora più ridicolo di quanto non lo sia l’armata Brancaleone forgiata dal Cavaliere, annunciando la creazione di un governo ombra che scimmiotta in tutto e per tutto quello reale.
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Crisi economica, energetica, alimentare.
Su questi temi è iniziato da poche settimane il martellamento mediatico.
Sulla crisi economica ci sono gli ultimi dati della Confcommercio sulla diminuzione dei consumi a marzo del 1,7%, su base annuale, la chiusura di 390.000 aziende nel 2007 (+11%), la BCE che invece continua la sua politica sui tassi (apparentemente) ottusa e altezzosa vista la risposta che ha dato Trichet
Quando tornai in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid, chiesi ad Ahmed Kathrada di portarmi a Robben Island. Conosciuto come Kathy, Ahmed portava occhiali scuri per proteggersi gli occhi rovinati dal riflesso del calcare che lui e Nelson Mandela avevano preso a picconate per decenni. Mi mostrò la sua cella, un quadrato di un metro e ½ di lato, dove “la luce scottava, giorno e notte”. Mi chiedevo come avesse fatto ad uscirne dopo un quarto di secolo, ancora come un essere umano sano, robusto, tollerante e gentile. Mi spiegò che doveva ringraziare gli insegnamenti di Gandhi, il sostegno dei suoi cari, ma soprattutto “c’era la lotta, senza la quale niente cambia”.